- Dettagli
- Visite: 42
23 agosto 2026
CAI Giovani – Notturna al Rocciamelone
Camminare di notte in montagna ha qualcosa di speciale.
I sentieri che durante il giorno conosciamo bene cambiano completamente aspetto, il buio restringe il campo visivo e ogni passo diventa parte di un’esperienza diversa dal solito. Se poi la meta è una vetta e l’obiettivo è arrivare in tempo per vedere sorgere il sole, la fatica della salita assume tutto un altro significato.
Per questa uscita il Gruppo Giovani CAI Valsusa Valsangone ha scelto il Rocciamelone, affrontando la salita in notturna per poter assistere all’alba dalla vetta. La partecipazione è stata numerosa: ci siamo ritrovati a Susa, dove abbiamo organizzato le macchine per poi salire tutti insieme alla Riposa, punto di partenza dell’escursione.
Intorno alle 2.00 il gruppo si mette finalmente in cammino, ognuno con la propria frontalina accesa. I primi passi ci portano attraverso i prati sopra la Riposa, immersi nel buio e nel silenzio della notte. Ognuno segue il proprio passo, ma la salita procede senza particolari difficoltà. Il cielo è completamente limpido e sopra di noi si apre uno spettacolo di stelle che ci accompagnerà per buona parte della salita.
Arrivati a Cà d’Asti ci fermiamo per una pausa e aspettiamo che tutto il gruppo si ricompatti. Il vento non è particolarmente forte, ma il freddo inizia a farsi sentire, soprattutto dopo le prime ore di cammino. Una volta che tutti hanno avuto il tempo di bere, mangiare qualcosa e recuperare un po’ di energie, siamo pronti a ripartire.
Da Cà d’Asti inizia la parte più impegnativa della salita. Lasciamo alle nostre spalle il rifugio e ci addentriamo nella pietraia, ancora completamente immersa nel buio. Ognuno procede con il proprio ritmo, cercando di trovare il passo migliore per affrontare la salita, ma il gruppo rimane comunque abbastanza compatto.Raggiungiamo e superiamo la Croce di Ferro e da lì iniziamo ad affrontare l’ultimo tratto verso la vetta.
Proprio mentre la fatica inizia a farsi sentire, il cielo comincia lentamente a cambiare colore. Le prime luci dell’alba ci accompagnano negli ultimi metri e, una dopo l’altra, le frontaline iniziano a spegnersi: ormai non servono più. La luce naturale prende il posto di quella artificiale e ci permette di affrontare gli ultimi passi guardando finalmente il panorama intorno a noi.
Verso le 6.00 raggiungiamo la vetta. Il cielo è ormai acceso di sfumature che vanno dall’arancione al rosa e sotto di noi si estende un enorme mare di nuvole basse, fino a confondersi con l’orizzonte. Il sole non è ancora comparso e il freddo si fa sentire, così i più freddolosi scelgono di aspettare l’alba al riparo del bivacco. Gli altri prendono invece posto in vetta, cercando il punto migliore da cui godersi lo spettacolo.
Intorno alle 6.30, finalmente, il sole fa capolino. La luce illumina lentamente le montagne e il mare di nuvole sotto di noi, mentre i primi raggi iniziano anche a riscaldare il gruppo dopo le ore trascorse al freddo. Per qualche minuto ci fermiamo semplicemente a guardare, prima di iniziare con le immancabili foto di rito.
Una colazione condivisa in vetta completa il momento e, dopo aver recuperato un po’ di energie, iniziamo la discesa. Con la luce del giorno il sentiero che abbiamo percorso poche ore prima al buio sembra quasi un altro. L’atmosfera nel gruppo è distesa e allegra e la fatica della salita lascia spazio alla soddisfazione per aver raggiunto la vetta e condiviso insieme uno spettacolo così bello.
Raggiungiamo nuovamente Cà d’Asti, dove ci fermiamo per un’altra breve pausa, prima di riprendere il sentiero attraverso i prati verso la Riposa. Una volta arrivati alle macchine, il gruppo si divide: alcuni ripartono direttamente verso casa, mentre altri decidono di fermarsi ancora un po’ per un pranzo tutti insieme al rifugio.
È stata un’escursione impegnativa, iniziata nel cuore della notte e resa ancora più sfidante dal freddo, ma proprio per questo ancora più soddisfacente. La salita condivisa, le pause per aspettarsi e ricompattare il gruppo, le stelle, il silenzio della notte e infine l’arrivo in vetta davanti ai primi colori del mattino hanno reso questa uscita qualcosa di più di una semplice escursione.
Un’altra bella esperienza per il Gruppo Giovani CAI Valsusa Valsangone, fatta di montagna, fatica e soprattutto della voglia di condividere insieme qualcosa di speciale. Perché a volte vale la pena puntare la sveglia nel cuore della notte, infilarsi gli scarponi e affrontare il freddo: certe albe, viste dalla cima di una montagna, ripagano ampiamente tutta la fatica.
Giulia A.









































