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12 luglio 2026
Rifugio Frassati
Che dire di questa tranquilla escursione di inizio estate.....Inizierei col dire che la gita ha avuto l'adesione attesa: siamo riusciti a riempire il pullman da 40 posti così come avevamo ipotizzato l'anno scorso quando abbiamo preparato il calendario gite del 2026.
Oltre ai partecipanti in pullman era presente anche la famiglia Fontana/Ferentino al completo, compresa la piccola Anna, che per non condizionare il gruppo aveva deciso di venire in auto.
Percorso: il percorso che seguiamo rispecchia fedelmente quello della relazione, seguendo il primo tratto di strada sterrata che raggiunge in breve tempo l'alpe Devies (1734 m) e che poi successivamente diventa un comodo sentiero in mezzo ai pascoli.
Breve sosta per fare scorta di acqua fresca alla fontana dell'alpeggio Merdeux, e subito ripartiamo lungo il sentiero che sale a mezza costa con panorama sulla omonima conca di Merdeaux (a scanso d'equivoci, ricordo che qui in Valle d'Aosta, i merdeux sono i larici).
Fin da subito, capiamo che sarà difficile mantenere il gruppo compatto visto che ci sono soci decisamente più allenati di altri, così con tacito accordo decidiamo di proseguire a gruppetti più omogenei, con l'obiettivo di radunarci tutti all'alpeggio Tsa de Merdeux.
Qui siamo accolti da una mandria numerosa di vacche valdostane che fanno ritorno alla stalla dopo il pascolo mattutino. All'alpeggio, un gruppo di 5 escursionisti più affaticati decide di fermarsi e di conseguenza di non proseguire la salita al rifugio Frassati che da qui in avanti si svolge su sentiero più ripido ma comunque sempre agevole.
Al rifugio arriviamo un po' alla spicciolata, i primi verso mezzogiorno, quindi dopo circa tre ore di cammino, in anticipo rispetto alle mie previsioni. Al rifugio abbiamo tempo di mangiare il nostro pranzo al sacco e di riposarci fino verso le ore 13,30 quando decidiamo di incamminarci verso il sentiero di ritorno.
La discesa si svolge senza particolari difficoltà seguendo il percorso di salita. Alle ore 16.30 ci ritroviamo tutti al piazzale dove ci attende il pullman. Giusto il tempo di cambiarci e subito partiamo accaldati e stanchi per il viaggio di ritorno.
Il tempo: sicuramente non potevamo chiedere di meglio. Io scherzosamente dicevo ai compagni di questa escursione che nella quota di adesione, era compresa anche la prenotazione del bel tempo oltre ai meravigliosi campi di fiori “Epilobioum angustifolium”, così mi ha detto che si chiamano Anna, fatti trovare lungo il cammino dalla Pro loco di Saint Rhemy per rendere più piacevole la nostra escursione (ieri ero in vena di scherzare).
Cielo limpido, sole caldo, e leggera brezza, che ci ha accompagnati per buona parte dell'escursione, hanno fatto da corollario a questa bella giornata estiva.
Curiosità: la prima è che al rifugio abbiamo incontrato l'autista del pullman, il sig. Claudio, un tipo molto brillante, che era salito con la sua mono ruota fino all'alpeggio, e di lì aveva proseguito a piedi fino al rifugio.
La seconda, che poi non rappresenta una novità, è che la simpatica e sempre energica Jolanta, non potendo rinfrescarsi nel laghetto, perché l'acqua era fangosa, ha deciso di calarsi direttamente nella fontana del rifugio, facendo scoppiare l'ilarità dei soci che l'hanno vista bagnarsi.
La terza in ordine cronologico è l'incontro con il singolare proprietario dell'alpeggio Tsa de Merdeux che ci ha accolti tutto “sgaruffato”, poiché si era appena svegliato dal riposino pomeridiano, per venderci i suoi formaggi: fontina e toma con diversi gradi di stagionatura.
Infine sulla riuscita della gita non potendo esprimere un mio giudizio personale, mi limito a riportare i commenti positivi e i ringraziamenti che ho ricevuto da tutti i soci sul pullman.
Sono queste le soddisfazioni che ci spingono a continuare a proporre sempre nuove gite, in posti nuovi, per fare godere a tutti le meraviglie delle nostre montagne.
Carlo B.





































