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Macra119 ottobre 2025

Sentiero della fede

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Macra2Nella mia vita sono stato un assiduo frequentatore delle valli cuneesi. Negli anni '80 le vacanze estive in montagna con la famiglia avevano come meta queste valli, che non ho smesso di frequentare anche successivamente.

Tra tutte queste valli la mia preferita è la Val Maira, definita da qualcuno l'Engadina del Piemonte per la presenza di diversi valloni laterali. E' anche quella che si è salvata dalla speculazione edilizia degli anni '70 sia per la tortuosità della strada che la percorre che per l'asprezza del territorio. Con gli anni è diventata una meta sempre più frequentata dagli escursionisti con tanti stranieri e dai bikers per gli stupendi itinerari sulle diverse strade militari che attraversano i valloni e il magnifico altopiano della Gardetta. D'inverno tante sono le possibilità per gli sci alpinisti.

Sono salito su cime, colli e laghi ma sono stato attratto anche dai tanti caratteristici villaggi che presentano edifici tipici con grandi pilastri circolari, alcuni ristrutturati magnificamente rispettando l'architettura tradizionale, chiese e cappelle che presentano al loro interno degli affreschi che sono vere opere d'arte. I più belli di questi affreschi sono datati nella seconda metà del 1400 quando la Val Maira, sotto il marchesato di Saluzzo, godeva di una certa autonomia e stabilità politica che aveva portato a un certo benessere.

I comuni della valle potevano permettersi di rivolgere ai migliori pittori itineranti del periodo, tra cui il fiammingo Hans Clemer a cui si devono parecchie opere nelle chiese di Saluzzo e della Val Maira (a Elva, nella cui parrocchiale le pareti e i soffitti presentano un ciclo di affreschi splendidi restaurati una trentina di anni fa, e a Celle di Macra, meta della nostra gita, dove nella parrocchiale è conservata una pala di altare in perfette condizioni).

Macra3Appunto a riguardo della gita effettuata domenica 19 ottobre nel vallone di Celle Macra, si è svolta con bel tempo, malgrado le previsioni dessero nuvoloso, fino al primo pomeriggio. Successivamente si è rannuvolato, ma senza esserci rischio di precipitazioni.

Erano presenti 43 persone di cui, essendo il pullman completo, 4 in auto, guidata dalla presidente Sara. Partiti dal parcheggio situato nel comune di Macra verso le 10.30 siamo arrivati a Celle di Macra verso le 12.15, dapprima percorrendo per oltre 1 Km. la provinciale asfaltata che sale a Celle di Macra e poi imboccando un sentiero all'altezza di un ponte di legno che attraversa il rio Celle.

Il sentiero (che fa parte dei “Percorsi Occitani”, trekking in diverse tappe che percorre tutti i versanti della Valle Maira) si inerpica su un versante boscoso, in questo periodo affascinante per i colori autunnali delle foglie, raggiunge due piloni votivi per poi arrivare alla borgata Bassura di Celle con la sua chiesetta e alcune belle abitazioni. Da qui il sentiero, sempre salendo, incrocia ogni tanto la strada provinciale; si supera la località Antibu, si raggiunge un altro pilone per poi arrivare alla Borgata Paschero. Si attraversa l'abitato per poi immettersi sul sentiero che in una decina di minuti ci permette di raggiungere la Borgata Chiesa, capoluogo del Comune di Celle Macra.

Al Bar sulla piazza ci attende Augusto, il referente del museo degli acciugai e dei mestieri itineranti, che ci porta al soprastante edificio che ospita il museo e, una volta aperto, ci fa conoscere la storia e il mestiere degli acciugai ambulanti, caratteristico degli abitanti delle borgate del vallone di Celle di Macra e attivo fino agli anni sessanta del secolo scorso. Tante storie e tanti particolari corredati anche da documenti, strumenti di lavoro e abbigliamento che descrivono la vita lavorativa di questi acciugai che dall'autunno, finiti i lavori nei campi e nei pascoli, fino all'inizio di primavera lasciavano le case e le famiglie per svolgere questo mestiere nelle pianure del Piemonte e della Lombardia.

Macra4Un accenno anche agli altri mestieri itineranti, tra cui quello dei caviè di Elva che raccoglievano i capelli femminili nelle pianure del Nord Italia per la realizzazione delle parrucche.

Effettuato il pranzo al sacco sotto un piacevole sole nel piccolo parco sottostante il museo, ci siamo avviati sulla stradina in salita che in poco più di cinque minuti ci ha condotto alla chiesetta del XIV secolo di San Sebastiano .Aperta la porta della chiesetta con la chiave che precedentemente avevo ritirato al bar, a gruppi siamo entrati per ammirare gli affreschi, opera del pittore Giovanni Baleison di Demonte, che ornano le sue pareti, datati 1484. Quelli sull'abside sono ben conservati; non altrettanto quelli sulle pareti che rappresentano da una parte il Paradiso e il Purgatorio e dall'altro lato i supplizi dell'Inferno. Ritornati sulla piazzetta della Borgata Chiesa, in attesa dell'apertura pomeridiana del bar, coloro che non l'avevano ancora fatto in precedenza hanno visitato la parrocchiale in cui si trova la famosa pala d'altare di Hans Clemer.

Dopo aver assalito a gruppi, dopo l'apertura, il piccolo bar per un caffé o una bevanda calda abbiamo iniziato il viaggio di ritorno con una breve variante iniziale che ci ha portato alla vicina borgata di Ansoleglio da cui siamo scesi alla borgata Pschero per riprendere il sentiero seguito in salita.

Raggruppati i partecipanti alla fine del sentiero foto di gruppo e discesa per la provinciale fino al parcheggio. Partenza del pullman verso le 17 e rientro senza intoppi.

Alessandro Martoglio

Macra5

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