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Vezza114 aprile 2024

Sentiero del Tasso

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Una domenica quasi estiva ha messo a dura prova i 58 partecipanti (52 in pullman e 6 in auto) alla gita sulle colline del Roero, Vezza3compensati dalla pregevole merenda sinoira presso l'Osteria del Di Vin Roero situata nel centro storico di Vezza, che ci ha fatto dimenticare il caldo patito, specialmente nel pomeriggio, durante l'escursione.

La giornata ha avuto qualche intoppo, peraltro risolti, (fermate del pullman di alcuni minuti per attendere dei ritardatari, un gruppetto di partecipanti che, malgrado l'ottima segnalazione verticale, hanno sbagliato direzione dovendo tornare sui propri passi, leggeri malori, comunque risolti, dovuti alla calura ). Comunque tutti i partecipanti (qualcuno con qualche consigliata scorciatoia nel finale) hanno completato l'itinerario ad anello che, partendo dalla parte bassa di Vezza (in località Borgonuovo) dalla piazza delle scuole, ci ha condotto in salita al centro storico del comune e successivamente sulla dorsale delle colline in mezzo a vigneti di nebbiolo e arneis, con un continuo su e giù molto panoramico tra i filari , con vista fino alla cerchia alpina, col Monviso e il Rocciamelone emergenti dalla foschia della pianura. Si affronta, dopo questo su e giù, una ripida discesa e si ricompatta il gruppo presso un gruppo di case tra le quali è presente un forno per il pane.

Verza2Scesi sulla strada provinciale che collega Vezza a Monteu Roero, la si è percorsa per un tratto per poi svoltare su uno sterrato pianeggiante in una valletta presso cui è stato rtrovato un femore di mastodonte (animale preistorico simile, ma più grosso, a un elefante), conservato presso il museo di Vezza. Si abbandona la valletta (e qui un piccolo gruppo continua dritto, malgrado la segnalazione e percorrerà un bel tratto prima di rendersi conto dell'errore e contattarmi)) per svoltare a sinistra e risalire sulla collina per circa 2 Km. su largo sentiero in mezzo al bosco fino a giungere al gruppo di case della frazione Valmaggiore.

Qui ci si ferma per il pranzo al sacco, anche perchè si è in attesa di notizie del gruppetto di persone che abbiamo perso, le quali sono dovute tornare indietro fino al punto in cui non hanno visto la deviazione. Avuta notizia che hanno ripreso la retta via, ma essendo un po' distanti da noi, si riprende il cammino sotto un sole che è diventato sempre più cocente. Un tratto in mezzo alle vigne su una ripissima “capezzagna” ci impegna duramente.Vezza5

Si suda abbondantemente, delle palme compaiono lungo il percorso (non sono allucinazioni ma ci proiettano con la mente ai tropici). Si entra in un boschetto molto gradito per l'ombra fino ad arrivare su una stradina asfaltata. Con una breve salita si giunge al largo spiazzo molto panoramico con tavoli e panche su cui si trova il Santuario della Madonna dei Boschi.

C'è un piccolo chiosco che viene preso d'assalto per le bevande e/o il caffé. Vista l'ora e il gruppetto dei ritardatari ci si può concedere una lunga pausa. Parecchi di noi partecipano alle visite guidate al santuario con accesso tramite una scaletta anche alla parte superiore in cui si trova un pregevole affresco. Dopo le 16 si affronta l'ultima ora del percorso. E' quasi tutto in discesa, dapprima sulla stradina asfaltata, poi su uno stretto sterrato che arrriva in un boschetto per iniziare quindi la discesa nel fondovalle. Ma un'ultima severa difficoltà ci attende. Si abbandona la discesa per svoltare a destra e affrontare una ripida salita che, attraversando un vigneto, ci riporta sulla sommità della collina.Vezza4

Poi, finalmente, è tutto bosco e discesa veloce e gradevole fino a giungere al piazzale delle scuole dove è parcheggiato il pullman. Pausa e poi col pullman andiamo a recuperare sulla provinciale le tre persone del gruppetto dei ritardatari a cui avevo comunicato via telefono di scendere direttamente a fondovalle e non affrontare l'ultima impervia salita. Recuperati, si sale al parcheggio non distante dal ristorante.

Sono quasi le 18. Il ristorante è riservato esclusivamente a noi. Il buon cibo e il buon vino sono apprezzati dai commensali. La fatica dell'escursione, dovuta principalmente al caldo, è dimenticata e le battute e il buon umore aleggiano tra i tavoli distribuiti nelle due salette.

Il rientro in valle è tranquillo, senza code.

Alessandro Martoglio

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