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 Monzino12 luglio 2023

Rifugio Monzino

Col de la Seigne

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Relazione gita in Val Veny - 02/07/2023Veny

Oggi la gita sociale in Val Veny prevedeva due itinerari con la stessa località di partenza: la salita al rifugio Monzino, leggermente più impegnativa a causa della via ferrata che si intervalla in diversi tratti della salita con il sentiero e l’escursione al Col de la Seigne, facile ma con un uno sviluppo notevole di oltre 20 km, entrambe molto panoramiche visto l’ambiente maestoso che circonda questa bellissima valle situata al cospetto del versante italiano del Monte Bianco. Per accedere in pullman alla Val Veny abbiamo dovuto richiedere l’autorizzazione alla Polizia Locale di Courmayeur e limitare la partecipazione a 40 iscritti per via del divieto di transito ai mezzi con asse superiore agli 8 m ed abbiamo dovuto intervallarci alle navette del servizio pubblico che percorrono la valle nei due sensi di marcia, oggi particolarmente numerose per via della festa celtica che si svolgeva proprio in Val Veny.

Al parcheggio in Val Veny arriviamo verso le 9.15 dopo circa tre ore di viaggio in pullman. Qui troviamo ad aspettarci la Famiglia Fontana, con la piccola Anna di appena tre mesi, che si unirà al gruppo degli escursionisti. Il tempo è variabile, l’aria è frizzantina e le cime dell’Aiguille Noire de Peuterey e quella del Monte Bianco sono parzialmente nascoste dalle nuvole, ma il meteo prevede un miglioramento del tempo nel corso della giornata quindi partiamo per le nostre mete senza troppi indugi.

Rifugio MonzinoMonzino11

Il gruppo del Monzino è composto da 19 persone tutte pratiche di vie ferrate. Imbocchiamo il sentiero ben segnalato che sale nel bosco e attraversa il torrente Freney con un percorso a zig-zag tra i massi visto che la passerella che era stata da poco tempo piazzata per agevolare l’attraversamento del torrente non esite più, forse è stata portata via dalle abbondanti piogge primaverili.

In meno di un’ora siamo alla partenza della via ferrata. Ci prepariamo con calma così diamo tempo ad una comitiva di escursionisti di completare la loro discesa sull’ultimo tratto attrezzato della via. Saliamo questo sentiero decisamente ripido per alcune centinaia di metri di dislivello, con tratti attrezzati con scalini e cavo fisso che in circa un’oretta ci porta al punto dove inizia il tratto di via ferrata più impegnativo.

Monzino3La ferrata è libera, così uno dietro l’altro iniziamo la nostra salita su questo tratto ben attrezzato che consente di superare una parete rocciosa alta un centinaio di metri, dove un tempo, prima della costruzione della ferrata, esisteva solo una catena. Una volta usciti da questo tratto di ferrata riprendiamo il sentiero che aggira la seconda balza rocciosa superando i restanti tratti che caratterizzano l’ultima parte della via ferrata.Monzino13

In poco tempo raggiungiamo lo spallone dello Chatelet dove ci fermiamo per ricompattare il gruppo e scattare qualche foto con lo sfondo severo dei ghiacciai del Brouillard e delle guglie rocciose che fanno da cornice al rifugio Monzino. Da qui in cinque minuti raggiungiamo finalmente la nostra agognata meta.

Al rifugio ci fermiamo un’oretta per pranzare ed ammirare questo scenario stupendo di guglie e ghiacci che fa da sfondo al rifugio. Su queste montagne si sono scritte le pagine più belle dell’alpinismo eroico degli anni trenta e del secondo dopoguerra ma ahimè anche quelle tragiche. Il mio pensiero oltre che al più famoso Bonatti va al grande alpinista Boccalatte e a sua moglie Ninì Pietrasanta che a metà degli anni trenta portarono a compimento la prima salita all’Aiguille Noire de Peuterey, impresa davvero incredibile per l’epoca!

Monzino4Ma torniamo con i piedi per terra. Verso le ore 14.00 partiamo dal rifugio per rientrare alla base. La discesa si svolge seguendo l’itinerario di salita, senza alcun tipo di problema. Verso le ore 16.40 siamo al Pullman dove ritroviamo i nostri compagni escursionisti anche loro appena rientrati alla base. Che tempismo!

 

 

 

Col de la SeigneSeigne2

Verso le 9.30 anche il gruppo degli escursionisti composto da 21 persone si accinge a partire per il Col de la Seigne.

Il primo tratto del percorso è allietato dalla presenza della mascotte del gruppo, la piccola Anna, che imbacuccata nel caldo marsupio in spalla al nonno Alberto, fa la sua prima conoscenza con le montagne più belle della Valle d’Aosta. Davvero fortunata la piccola escursionista! Purtroppo, dovremo salutarla presto poiché noi veterani abbiamo ancora molta strada da percorrere per arrivare alla nostra meta.

Il primo tratto del percorso, come indicato sulla relazione, si svolge su strada asfaltata che sale in modo graduale verso il fondovalle, per poi diventare sterrata. Questo tratto di strada costeggia l’impetuoso torrente che si genera dal lago Combal, caratterizzato dalle acque di un bel color turchese dovuto allo scioglimento dei ghiacciai che lo alimentano.

Seigne4Giunti al lago Combal, il paesaggio diventa incantevole, nonostante la presenza delle nubi passeggere che nascondono ai nostri occhi i picchi più elevati del Massiccio del Monte Bianco lasciando però visibili i grandi ghiacciai che sembrano sorreggerli come un possente basamento.

Superato il lago, proseguiamo la nostra camminata in direzione del rifugio Elisabetta percorrendo un ripido sentiero in mezzo ai rododendri in fiore. In prossimità delle vecchie casermette diroccate, imbocchiamo il sentiero balcone che si snoda a mezzacosta in facili saliscendi, tra lingue di neve e prati in fiore. Raggiunta la strada che arriva dal pianoro del Combal, ci immettiamo nel tratto più ripido del sentiero che porta al colle della Seigne, che purtroppo rimane ancora avvolto nelle nuvole.

Sorpassiamo “La Casermetta” adesso sede per la formazione ambientale, e imbocchiamo l’ultimo tratto del sentiero sempre più ripido. A questo punto la fatica si fa davvero sentire ma ormai ci siamo... pochi metri ci separano dal colle. I primi arrivano al colle verso le ore 13.10 e nel giro di pochi minuti arrivano tutti gli altri partecipanti del gruppo. Giusto il tempo per scattare una foto da pubblicare sul sito e poi giù di corsa perché sul colle c’è nebbia e fa parecchio freddo.Seigne3

Sono quasi le 14.00 quando ci fermiamo per una breve pausa pranzo allietata però dal caffè bollente gentilmente offerto dalla generosa Silvia. Vista l’ora riprendiamo in fretta la discesa verso il punto di partenza della nostra gita arrivando al pullman addirittura in anticipo di una mezzoretta rispetto all’orario previsto delle 17.00. Qui incontriamo i nostri amici ferratisti appeni arrivati.

Purtroppo, dopo esserci sistemati dobbiamo salire sul pullman per iniziare il nostro viaggio di ritorno senza poterci concedere la consueta bevuta di gruppo ma i tempi sono dettati anche dalla necessità di non incrociare le navette del servizio pubblico.

Io ed Elisabetta ringraziamo tutti i partecipanti che con passione e determinazione hanno contribuito alla buona riuscita di questa gita che si è svolta in un ambiente a noi molto caro e ricco di bei ricordi. Lasciatemi infine ringraziare mia moglie Elisabetta che con un po' di timore iniziale si è resa disponibile a guidare il gruppo degli escursionisti, grazie anche al supporto dell’instancabile Teo, consentendomi così di portare a termine questa gita dall’organizzazione un po’ complessa ma di grande soddisfazione.

Arrivederci alla prossima gita!

Elisabetta e Carlo

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