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Champorcher118 giugno 2023
Laghi di Champorcher

La gita, malgrado la lunghezza e le tante ore di cammino, ha avuto un buon riscontro di partecipanti (57, tra cui anche diversi giovani) e si è svolta con un tempo che, bello al mattino, è diventato nel primo pomeriggio più nuvoloso fino a far cadere una debole pioggerellina nell'ultimo tratto di percorso, quando oramai eravamo a un centinaio di metri dal parcheggio in cui sostava il nostro pullman.
Punto di partenza ed arrivo è stata la frazione Chardonney di Champorcher.Champorcher3
L'intenzione, per abbreviare la prima parte della salita, era di percorrere il “sentiero della scaletta” ma, nel corso della ricognizione fatta dal sottoscritto e Segontino alcuni giorni prima, avevamo constatato che, a seguito di una frana per le recenti piogge, il sindaco di Champorcher aveva predisposto il divieto di utilizzo del sentiero, per cui abbiamo dovuto percorrere la più lunga ma senz'altro più varia paesaggisticamente “strada reale”, una splendida mulattiera costruita ai tempi di re Vittorio Emanuele II che, tra boschi di conifere, radure di pascoli con baite ben ristrutturate, torrenti spumeggianti, porta in direzione della conca di Dondena, in cui era stato costruito un casotto di caccia (siamo ai margini del Parco del Gran Paradiso) per le cacce del re.
Partiti verso le 9 e arrivati all'inizio della conca di Dondena in circa 2 ore e mezza tramite la “strada reale”, dopo una breve pausa, si affronta la parte più dura dell'itinerario, una ripida salita su sentiero che porta alla spianata del Lago Giasset, dopo il quale altri 100 durissimi metri di dislivello ci portano al colletto che rappresenta il punto più alto dell'itinerario, a 2400 metri, da cui si ha una bella vista sui due versanti, con le nubi che purtroppo cominciano ad addensarsi. La discesa ci porta, 100 metri più in basso, al Lago Raty , dove effettuiamo la sosta per il pranzo al sacco e un po' di riposo, con alcuni di noi che trovano un po' di conforto per i poveri piedi immergendoli nell'acqua del lago.
Si riparte dopo quasi un'ora di pausa attraversando l'ondulato altopiano con mille rivoli d'acqua, alpeggi con baite ristrutturate, un altro grazioso laghetto e quindi una dolce salita che porta a un pietroso colletto, da cui in fondo si intravvede un altro lago, a cui si discende, il lago Vernoille.
Champorcher2Dopo un altro tratto ondulato, all'incrocio col sentiero che proviene dal Rifugio Barbustel inizia la ripida discesa che ci porterà verso Chardonney. Nel frattempo, tramite le ricetrasmittenti, apprendo da Segontino, che sta nelle retrovie, che Ivana si è procurata una distorsione e procede molto lentamente. Nel punto in cui ci siamo fermati una palina segnaletica indica che occorrono circa 45 minuti a giungere a Chardonney, e 5 minuti al parcheggio per le auto sulla stradina per Dondena, percorribile per le auto ma non per il pullman. Vista la situazione l'infortunata, col marito Marino e Segontino, scenderanno al parcheggio sperando di trovare un passaggio.
La discesa sembra non finire mai. Finalmente poco sotto di noi si intravvedono le case di Chardonney e per festeggiare l'arrivo ecco una debole pioggerellina che ci accoglie ormai in prossimità del piazzale del parcheggio. Sono le 16.30. Ci vuole un meritato rinfresco presso il vicino bar prima di partire, Nel frattempo arrivano per fortuna anche Segontino con Marino e Ivana, che hanno trovato subito un passaggio da parte di una giovane coppia, a cui, per la gentilezza e disponibilità prestata, doverosamente viene offerto da bere.
Si parte verso le 17.15 con l'autista giustamente preoccupato per il ritorno, visto che l'autostrada Aosta – Torino è nota per le chilometriche code domenicali. Per fortuna solo un breve rallentamento dopo aver imboccato l'autostrada a Pont St. Martin e dopo più nessun intoppo, per cui rientro ampiamente nei limiti.
Alessandro Martoglio

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