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Data : 31/05/2024

Lavori418 aprile 2023

Rifugio, gli ultimi lavori

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In questi ultimi mesi precisamente da ottobre, che avevamo allacciato al rifugio il nuovo acquedotto e sostituito la lampada UV della potabilizzazione dell’acqua, avevamo lasciato un po' in stand by i vari lavori.

Obbligati, anche da un verbale dell’ASL, abbiamo fatto realizzare 4 finestre in PVC con taglio termico da sostituire alle vecchie finestre in ferro della cucina e bagno.
La ruggine le aveva bloccate, rendendo impossibile aerare l’ambiente.
Le finestre erano pronte, così abbiamo deciso di dedicare due giorni al montaggio. (Mercoledì 12 e giovedì 13 Aprile).Lavori 2

Mercoledì mattina presto, Io, Giorgio Enrica e il nostro tecnico Oriano, armato di un trolley con tutti gli attrezzi, siamo saliti fino alla fontana della Gerpula, poi Enzo con il trattore le ha trasportate fino al rifugio, sul carico c’era anche Oriano, ha pensato che era meno stancante salire in trattore.
Poco dopo sono sopraggiunte Tiziana, mia figlia Alessandra e i nipoti Ettore e Dante. Le donne si sono dedicate ai pasti mentre noi lavoravamo. Qualche antipasto di avanzo, una pasta, e salciccia e spezzatino, (sempre avanzi) ma vista la fame, era tutto buono.
Alla sera del primo giorno ci mancava da ultimare la finestra del bagno che avremmo finito la mattina dopo.
Rimaniamo a dormire io Oriano e la mia famigliola, alle 6:30 i miei nipoti mi svegliano puntandomi la frontale negli occhi per vedere se dormivo, così inizia il secondo giorno.

Giovedì terminiamo il montaggio della finestra e aggiustiamo la soglia della porta REI della cucina che era staccata da un lato. Tagliamo un larice che darà origine a una seconda passerella Ferraris, il ponticello dovrà attraversare la bealera di Cervetto per ora asciutta come il deserto.
Pranziamo e nel pomeriggio io e Giorgio abbiamo un appuntamento con, Tiziano Chiabaudo, l’idraulico dei lavori della Balmetta, ci risiamo, purtroppo l’acqua scarseggia, la fontana Rossa a cui eravamo allacciati per l’inverno si sta riducendo paurosamente.
Facciamo un sopraluogo fino alla fontana dell’Olio per poter capire come fare a raccogliere un po' d’acqua da convogliare nel nuovo acquedotto, alla presa la fontana è quasi inesistente compare un po' d’acqua più in basso nel torrente. Visto il da farsi, ci diamo appuntamento per martedì 18 aprile.

Lavori 3Martedì 18 aprile, all’appello inviato sul gruppo, sono presenti Mauro Aschieris, Ignazio Olivetti, Vincenzo Cevrero, Io, e la cuoca Enrica. Alle Sagnette ad aspettarci ci sono Tiziano l’idraulico e suo papà Mauro.
Saliamo al rifugio, accendiamo la stufa, un caffè e si parte verso la Balmetta dove installiamo un nuovo tubo dal by pass della centralina dell’alpeggio alla vasca di presa del nostro acquedotto.
Fatto questo passiamo al Rifugio Toesca a recuperare una vasca che servirà da bacino di captazione nel torrente.

Prendiamo il sentiero verso la porta del Chiot, ancora in parte innevato, e scendiamo nell’alveolo del torrente della fontana dell’Olio, una bella impresa, tra rocce rododendri, arbusti vari e neve. Tiziano aveva già srotolato i tubi della stagione scorsa, che trasciniamo nelle pozze del rio per farle versare nella vasca che colleghiamo direttamente alla tubazione della centralina della Balmetta, così ci assicuriamo una alimentazione al nostro acquedotto.
La giornata è fredda e un po' coperta, ad un tratto siamo investiti da ventate di neve che ci riportano all’inverno trascorso, non sembra il mese di aprile.

Nel scendere verso il Rifugio ripercorriamo tutto il percorso dell’acquedotto sfiatando la tubazione. L’acqua arriva un po' a singhiozzo, pranziamo (sempre avanzi, però buoni preparati con dovizia da Enrica) e ritorniamo alla Balmetta a risolvere il problema dell’aria nel tubo che riusciamo a risolvere nella vasca di captazione.
Così anche questa volta ce l’abbiamo fatta, speriamo che con la fusione della poca neve ci assicuri una continuità per l’estate anche se abbiamo dei grossi dubbi.
Ringrazio di cuore la grande squadra di Soci che collabora, come sempre, con impegno a risolvere gli infiniti problemi del Rifugio.

Osvaldo Plano

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