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Ratazzo11 gennaio 2020

Bivacco Ratazzo

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Le congiunzioni astrali sono favorevoli: Saturno, Urano ecc. sono al loro posto… Giove Pluvio col suo carico di nuvole è impegnato decisamente altrove e soprattutto c’è Lei, la regina della festa, alta nel cielo: la Selene dei Greci ! Dunque il Cai Bussoleno riesce a partire con la prima gita invernale del 2020.

Non si sa se è merito degli astri, della divinità greca della Luna o del fascino di queste notti serene ma le adesioni fioccano e si raccolgono partecipanti fin da Torino e dintorni. Si arriva a 25! Non solo: si spazia con l’età andando dai soliti “..’antenni” ai bambini! (Grazie soprattutto ad Ettore e Dante ma anche a Marco ed Ambra per il considerevole abbassamento dell’età media!) In più, Jerome k Jerome direbbe: “per tacer dei cani”..! L’appuntamento, alla “Piazza del mercato” di Bussoleno alle 18.30, si trasforma, come per sortilegio, in una partenza effettiva posticipata di quasi un’ora (il magnifico caos creativo dei gruppi!?) Finalmente le auto, con gli equipaggi opportunamente compattati, vengono lasciate appena sotto Bessen Bas (mt 1750 ca.) e la vera gita comincia!

Dopo aver fatto scintille sull’asfalto gli spuntoni metallici di ramponi e ciaspole troveranno il loro perché su bei lastroni di ghiaccio vivo nell’attraversamento della borgata e sulla successiva neve ben gelata. La temperatura, nonostante i timori neanche troppo velati della vigilia, risulta sopportabile (-7° alla partenza) e, a patto di muoversi, si riesce persino ad aver caldo.

Poi è solo meraviglia!: La luna rende inutili le frontali anche nei tratti ombrati o boscosi mentre si aprono scenari di nitore quasi abbagliante nelle zone aperte. Alcuni tratti assumono poi la caratteristica di un impagabile balcone sulla Valle Argentera che si snoda sotto di noi. Una bella rampa ripida, che il compianto Bajocchi avrebbe simpaticamente descritto con un “su per la massima pendenza” fa si che il gruppo si sgrani un po’ e alcune lingue penzolanti intralcino il normale alternarsi delle ciaspole (!).

Dopo circa due ore di cammino, alle 22.30 circa, si arriva finalmente al bivacco Ratazzo (mt. 2215) appena dopo che Giorgio,Tiziana e Sergio l’hanno lasciato avendo fatto praticamente da cortesi “ricognitori” per il grosso del gruppo. (Cortesia che, a quanto pare, non ha impedito di dover subire pesanti conseguenze notturne dalla “geniale” assenza di ruote di scorta che le case automobilistiche impongono sulle auto attualmente poste in vendita: ndr) La scritta posta sul bellissimo “nido” in tronchi di larice ci conferma che il dedicatario della struttura si chiamava Ugo Ratazzo e non, come si trova su svariati siti internet, Rattazzo.

Nel bivacco l’assenza di riscaldamento è compensata dalle capacità organizzative del responsabile della gita che, oltre ad essersi occupato di tutta la gestione precedente l’evento, oltre ad aver fornito Arva e ciaspole a quanti ne avevano necessità, s’è anche portato su 4 lt di tè caldo e tranci di focaccia segusina che sono stati quanto mai apprezzati.

Non solo: il dedicarsi alla necessaria documentazione fotografica dell’escursione (visibile qui sul sito) ha fatto sì che il capo gita partecipasse solo marginalmente alla discreta abbuffata che si stava sviluppando dietro la vetrata panoramica del bivacco ed i morsi della fame producessero poi, sulle auto del ritorno, reiterati suoi riferimenti verbali a fumanti piatti di pastasciutta, pizze e quant’altro.

Ma questa è un’altra storia… ed ai rimedi si provvederà nelle prossime gite!

Gualtiero.

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