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Rif Falere130 giugno 2019

Rifugio Falere

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La settimana che è cominciata lunedi 24 Giugno siamo sicuri, entrerà di ruolo nell'albo nefasto, che le società meteorologiche di tutto il pianeta, annoverano di continuo nel libro nero dei cambiamenti climatici. Temperature da centro Sahel e afa insopportabile, quasi mi hanno condizionato a non controllare le previsioni meteo della giornata di domenica 30, in cui avevamo in programma la gita al Rifugio Fallere e all'omonimo lago poco distante. Le previsioni davano neanche a dirlo, bel tempo, con la sola possibilità di accumuli nel tardo pomeriggio. Partiamo in 62, con un mezzo che normalmente viene utilizzato come scuolabus e con spazi dedicati ai ragazzi, non tanto a persone di più che mezza età.... Avevo programmato la colazione al punto di partenza dell'escursione e fortunatamente i vari lavori onnipresenti sulle tratte autostradali ( più una frana di sabato 22 Giugno a Quincinetto) non inficiano più di tanto la tabella di marcia del mezzo e le "guarnizioni" dei partecipanti...Con un solo quarto d'ora di ritardo, arriviamo all'albergo "Notre Maison", nella frazione di Vetan, del comune di St.Pierre in provincia di Aosta. La sala bar è solamente l'anticamera di questa bellissima costruzione, che all'interno raccoglie numerose opere scultoree del'artista e proprietario Siro Vierin, a cui appartiene anche il rifugio nostra meta. Si parte con una breve salita, e si affronta un lungo traverso, in cui tra i cespugli, e sulle piante, appaiono sculture di animali, funghi, piccoli elfi e tante altre sorprese con un continuo "ooooohh che bello" a intercalare i discorsi del più e del meno soliti quando si è incolonnati in un lungo serpentone. Le esclamazioni si smorzano un pochino sulla fortunatamente quasi tutta ombreggiata, salita, che ci conduce ad affrontare il tratto in falsopiano sulla poderale che conduce al rifugio. Ma sulla salita, forse volutamente, vista la fatica, le opere artistiche, non sono cosi numerose. Sul tracciato della poderale quest'ultime si susseguono fitte e sono veramente frutto di una maestria non comune. L'arrivo al rifugio non fa che confermare la dedizione di questa famiglia alla montagna, al suo mantenimento, e alla cultura del turismo, di coloro che camminano e pedalano per conquistarsi una birra o magari un ottimo pranzo in un contesto meraviglioso. Ripartiamo per il lago Fallere e un gruppetto si avvia alla conquista del Colle de Fenetre. Ma complice il caldo afoso, sicuramente più sostenibile dei giorni passati, ma pur sempre inusuale a questa quota, fa si che il pranzo previsto sulla riva del lago lo consumiamo su una collinetta, dove lo si vede, ma ancora un pochino lontano. Ritorniamo al rifugio per il caffè e ricompattati tutti, anche coloro che sono saliti al colle, e si scende verso la base di partenza , sullo stesso percorso di salita, che è un pochino più breve della poderale. Partiamo alle 16.30 circa e siamo contenti di aver trascorso una bella giornata e soprattutto tornare a casa senza fare eccessivamente tardi. Qui tra Bellando e Benetton non saprei chi mettere nelle preghierine della sera...L'aria condizionata dell'autobus non va più e il risultato dell'atmosfera esterna con l'effetto veramente "betlemme" dell'interno, con spazi ridotti , unito a vari tratti di code per lavori a carreggiate a doppio senso ci toglie un po di allegria. Ma nulla toglie che la gita è stata veramente bella, la compagnia ancora di più, e allora con il pensiero siamo già a domenica prossima al Laghi Crachet nel comune di Crevoux in Francia.

Osvaldo Vair

 

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