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Eventi

IMG 974016 giugno 2019

Sentiero balcone della Mourienne

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Dopo la gita in Val d'Ossola un'altra bella giornata ci ha fatto apprezzare maggiormente l'itinerario proposto in Maurienne.

E pensare che arrivati al Moncenisio una nebbia fitta avvolgeva le vette e la valle del'Arc. Fermato il pullmann nei pressi del colle della Madeleine tra Lanslevilard e Bessans, salutati i 12 ferratisti diretti oltre Bessans per la loro ferrata e calzati gli scarponi, in 40 ci siamo incamminati in direzione del Refuge de Vallonbrun, con la nebbia che man mno si diradava, lasciando intravvedere le vette innevate della Maurienne. Arrivati verso le 11, dopo circa due ore di salita, al rifugio, posto in un magnifico altopiano, tanti pregustavano già la pausa per gustare i dolci della casa, ma, essendo il primo giorno di apertura, non c'era ancora niente di pronto, per cui ci si è dovuti accontentare di un caffé o di un tè. Nei pressi del rifugio un gruppo di francesi era impegnato in una lezione di tai chi e sopra di noi potevamo ammirare il volo di un gipeto (nel corso dell'escursione tre ne abbiamo avvistati).

Il gestore del rifugio, informato del nostro itinerario, ci aveva avvisato che ci sarebbe stato un guado problematico di un torrente ingrossato dal disgelo dopo Plan de la Cha a cui si poteva ovviare affrontando circa 100 metri di dislivello in salita per poterlo superare.

La nebbia si è ulteriormente alzata, il sole splende, la temperatura è gradevole, il panorama magnifico. Partiti dal rifugio abbiamo iniziato il percorso del sentiero balcone di circa 6 Km. che coincide col tracciato della GR5. Dopo circa 20 minuti di percorso, superato un costone, ecco un ostacolo rappresentato da un torrente impetuoso da attraversare. Il guado è pericoloso per per la portata e la velocità dell'acqua, dovuta al ripido pendio. C'è un po' di indecisione. Alcuni cercano invano un passaggio più a monte. Sergio Bertasso sfida le acque e guada il torrente. Notiamo nei pressi del torrente due travi in legno destinate certamente ad uso passerella. Sono pesanti ma l'unione fa la forza, per cui vengono posate ed assicurate. Si deve attraversare con attenzione in quanto gli spruzzi le bagnano, rendendole scivolose. Si riprende il cammino per arrivare al Plan de la Cha, un posto stupendo, che ci invita a femarci per il pranzo al sacco. In fondo al pianoro si intravvede il torrente di cui ci aveva parlato il gestore del rifugio. A vista il guado appare più semplice in quanto il sentiero lo attraversa in un punto pianeggiante; inoltre, vicino al torrente, ci sono altre due travi in legno. Infatti, quando riprendiamo il cammino, è sufficiente posarne una sola per il guado. L'itinerario prosegue pressoché in piano con vista splendida sulla valle dell'Arc dalla Bessanese fino alle cime degli Ecrins che spuntano ad ovest. Una breve discesa ci conduce al piccolo Refuge du Cuchet, non custodito, dove ci fermiamo per compattare il gruppo e scattare la rituale foto di gruppo.

Ci attende la lunga discesa verso Lanslebourg dapprima tra pascoli e poi in una pineta. Un ultimo tratto di strada sterrata interpoderale ci porta al villaggio dove, dopo la rituale pausa bar o gelateria, ci attende il pullman per il ritorno.

Alessandro Martoglio

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