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Bollo sponsor Cai 2 

 

  25 maggio  

  Pulizia sentieri

  31 maggio  

  Monte Olimpo 

 

Dal 01 Gennaio 2019 il Rifugio Onelio Amprimo di nostra proprietà e sapientemente gestito per ben 22 anni
dal nostro socio e amico Roberto Plano è nuovamente a disposizione di chi volesse intraprendre la sua
gestione. Entro il 25 gennaio 2019 chi fosse interessato può chiamare Osvaldo Vair al n.° 3497599779 per
informazioni in generale e inviare un curriculum con le proprie proposte all'indirizzo mail
caibussoleno@libero.it
Dal 01 Gennaio 2019 il Rifugio Onelio Amprimo di nostra proprietà e sapientemente gestito per ben 22 anni
dal nostro socio e amico Roberto Plano è nuovamente a disposizione di chi volesse intraprendre la sua
gestione. Entro il 25 gennaio 2019 chi fosse interessato può chiamare Osvaldo Vair al n.° 3497599779 per
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  Programma Gite 2019

  Concorso Fotografico

  Intersezionale 2019

 

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        La gita di domenica 19 maggio è ANNULLATA causa tempo brutto

  Iscrizioni Punta Calabre 14-15 luglio entro il 30 maggio per 25 posti al rifugio Benevolo  

Fiemme12-5 marzo 2019

Val di Fiemme

Visualizza album fotografico

Le idee si possono definire tali se ad un certo punto gli si da una concretezza. Da un’idea di Monica dell’anno scorso quando si era in procinto di stendere il calendario gite del 2019 si è arrivati a realizzare una breve ma bella vacanza in Trentino, a Carano in Val di Fiemme per poter accontentare soprattutto gli amanti dello sci in pista. L’occasione era ottima per i ragazzi che frequentano le scuole per i due giorni di vacanza del Carnevale. Il pullman da 50 posti è stato riempito quasi immediatamente dopo aver pubblicato sul sito il programma di massima della gita e al seguito avevamo anche Roberto e Valentina e Alessandra con i rispettivi figli con le proprie auto.

Sabato 02 Marzo 2019: Partiti nella mattinata di sabato 02 Marzo abbiamo raggiunto la Val di Fiemme nel primo pomeriggio. Andare a sciare era troppo tardi e l’idea di chiudersi subito in albergo dopo aver viaggiato parecchie ore non era allettante e quindi avevamo pensato di raggiungere la Val Floriana che è una valle trasversale della Val di Fiemme dove si svolge un Carnevale tipico. E’ una rappresentazione abbastanza comune ai vari Carnevali che un tempo si svolgevano sulle Alpi e dove si incarnano sotto forme mascherate i vizi comuni e dove ad un certo punto sulla pubblica piazza vengono elencate tutte le situazioni grottesche e anche imbarazzanti accaduti alla popolazione del luogo nell’ultimo anno prima che la Primavera annunciata da grandi falò faccia il suo ingesso e rincominci un nuovo anno. Nella nostra zona da qualche anno per esempio è tornato il Carnevale del Lajetto con le Barburje che è abbastanza simile. Giunti a Carano abbiamo raggiunto l’Hotel Veronza dove ci siamo sistemati nelle caratteristiche camere tutte in legno come da tradizione trentina ed i ragazzi si sono subito gettati nel girone dantesco della piscina leggermente sovraffollata per il fine settimana. Alle 19 l’orda famelica era già a ridosso della sala a noi destinata e in men che non si dica le svariate pietanze a diposizione sono state annientate. Tutto di buona qualità e servizio in sala eccellente. La puntata al bar dove consumare un grappino in buona compagnia a discutere sul programma del giorno dopo e poi tutti a nanna.

Domenica 03 Marzo 2019: Alle 8 abbastanza puntuali e dopo aver consumato una fantastica colazione dove ogni ben di Dio riempiva i tavoli ci ritroviamo al pullman dove raggiungiamo Pampeago distante una ventina di chilometri. E’ domenica e definire caotico l’ufficio dove ritiro gli skipass per gli sciatori è riduttivo e solo l’alta professionalità degli operatori mi fa uscire in tempi abbastanza contenuti. Da qui il pullman accompagnerà un gruppo al Passo di Lavazzè alle piste di fondo e una ventina di escursionisti dopo aver preso la seggiovia di Latemar faranno un traverso in direzione Oberggen. In cima alla seggiovia Laura accusa una brutta caduta..Mina vi racconterà l’accaduto qui di seguito. Noi camminatori dopo aver lasciato Laura in ottime mani cominciamo la traversata. La neve caduta è veramente poca e solo grazie alla poderosa macchina organizzativa del Dolomiti Superski le piste sono una gioia per i tantissimi sciatori. Ma le temperature sono decisamente fuori dal comune e intorno alle 10 ci sono 15 gradi a duemila metri. Raggiungiamo il Rifugio Epircher Lanner e dopo un caffè saliamo verso il rifugio Oberholz senza ausilio di ciaspole ma solo con i ramponcini visti i tanti tratti ghiacciati. Il rifugio con le sue grandi vetrate a dominare le piste è un formicaio che a fatica contiene tutti. Ma non c’è nessuna crisi a vedere il viavai alla cassa….Si ridiscende per il sentiero dell’andata e torniamo a Pampeago dove nel contempo la notizia che Laura non ha nulla di rotto conforta tutti. I fondisti di Passo Lavazzè sono già qui e raccolti tutti gli sciatori, raggianti per la bella giornata, si torna in Hotel.

Lunedi 04 Marzo 2019: Le condizioni meteo annunciate ci fanno capitolare per un ritorno sulle piste di Pampeago e non su quelle di Passo S.Pellegrino che era in programma a causa del vento forte che potrebbe portare alla chiusura anticipata degi impianti. Lasciati gli sciatori ci dirigiamo a Passo Lavazzè dove lasciamo un bel gruppo di fondisti e in una quindicina di persone affrontiamo nel bosco il sentiero che porta a Passo Oclini. Qui ci raggiunge Ivan, animatore escursionistico dell’Hotel Veronza e dopo aver valutato le condizioni meteo ci dirigiamo verso il Corno Bianco posto a 2316 slm. Il sentiero anche qui non necessita di ciaspole, ma soltanto di ramponcini per i tratti ghiacciati. Lungo il sentiero incrociamo Antonio, un arzillo signore di 88 anni che sfoggia un grembiule tipico con ricamata la scritta delle duecento ascese al Corno Bianco già nel 2006…Dice che ancora oggi sale almeno un paio di volte l’anno. In cima il vento è veramente forte e le tante nuvole nascondono un panorama mozzafiato che grazie alle foto di Ivan fatte in giorni migliori almeno in parte apprezziamo. Dopo la discesa una fetta di torta e la cioccolata calda sono d’obbligo e optiamo per farci venire a prendere da Luciano, l’autista del pullman qui a Oclini perché i tempi per la salita al Corno Bianco si sono un po dilatati e dobbiamo recuperare tutti nei tempi previsti per il ritorno in Hotel. Qui durante la cena la contentezza dei gitanti si concretizza in due bellissime magliette che ci vengono regalate a me e Monica che è stata la vera artefice di questa bella esperienza. Io ribadisco che la gratificazione migliore la percepisco dai sorrisi sinceri delle persone che partecipano e rendono la famiglia del CAI di Bussoleno una bella realtà.Grazie a voi tutti!

Martedi 05 Marzo 2019: Oggi si deve tornare a casa e dopo aver fatto i bagagli organizziamo la giornata in questo modo. Qualcuno va a sciare al Cermis che dista pochi chilometri dall’albergo e lo raggiungono con il bus in modo che noi possiamo sistemare i bagagli sul nostro pullman e avere la mattinata libera per poter visitare Cavalese e fare qualche acquisto di prodotto tipico. Intorno alle 14 ci si ritrova tutti davanti all’albergo per la foro di rito e via verso le nostre montagne. Arrivederci per un nuovo appuntamento!!

Osvaldo Vair

 

4 marzo 2019 - Scialpinismo a Cima Bocche

Abbiamo scelto questa gita per diverse condizioni che ci sembravano adatte alle nostre esigenze: partenza dalla strada dove ci poteva lasciare il pullman, vicinissima al passo di San Pellegrino, quota di partenza (1700) ed esposizione (Nord) ottime data la mancanza di neve del periodo.

L'unico dettaglio da valutare era quello sulla supposta ripidità dei pendii. Chissà cosa intendono i trentini quando recensiscono “molto ripida”? Lo avremmo scoperto subito. Ma la frase “forse necessari i rampant” e in articolare il “forse”, ci aveva rassicurato.

Troviamo il punto di partenza molto facilmente, ma sbagliamo il parcheggio. Il fattore della fattoria (l'bergè d'la bergeria) ce lo fa capire molto gentilmente (!) e Osvaldo sposta l'auto nell'ampio parcheggio che non avevamo visto... scarponi ai piedi.

Dalla malga Negritella si spostiamo sci in spalla di poche decine di metri. Poi, sci ai piedi, iniziamo a salire in direzione Sud attraversando una pista da fondo ed inoltrandoci poco dopo nel bosco fitto. Arriviamo rapidamente ad una ampia radura e continuiamo in un bellissimo bosco più ampio. Avevamo già notato che, rispetto ai nostri, i boschi del Trentino non hanno sottobosco e sembrano quelli delle favole.

Guardando in alto davanti a noi, identifichiamo la nostra forcella alla nostra destra e cambiamo leggermente direzione. Con una serie di strette inversioni superiamo un ripido costone boscoso e ci portiamo ai piedi del vallone che dobbiamo risalire. Le condizioni di sicurezza sono però perfette, la neve è durissima ed assestata. Nessun pericolo.

Risalendo il vallone, dobbiamo mettere i rampant quasi subito. Stefano non ha rampant (sci troppo larghi) e prova a salire con le pelli per la massima pendenza. Ma il gioco dura poco. Passa allora alla configurazione ramponi+sci in spalla e, ancora più decisamente per la massima pendenza. Da quel momento lo vedremo sempre molto più avanti di noi. Noi coi rampant iniziamo con traversi e inversioni che non sono da principianti: la neve è dura e la pendenza effettivamente ripida. Guardando in basso, le roccette affioranti non ci rassicurano e sappiamo bene che è meglio non scivolare...

In religioso silenzio e concentrandoci su ogni singolo passo ci alziamo fino ad una valletta sulla nostra destra dove la pendenza diminuisce. Abbiamo fatto metà del canalone ed ora la pendenza diminuisce. Ci godiamo un bel pezzo di salita più morbida ma, avvicinandoci alla forcella dove, per poter uscire, dobbiamo affrontare nuovamente un tratto bello ripido e inscalfibile. Con aumentata attenzione lo risaliamo sotto lo sguardo di Stefano che nel frattempo sci in spalla era già arrivato, e che raggiante ci avverte: preparatevi allo spettacolo!

Di fronte a noi una catena innevata di cime grandiose. Facciamo qualche ipotesi, ma da “stranieri” non sappiamo bene quali cime stiamo ammirando.

Guardiamo poi verso la Cima Bocche e sconsolati ci rendiamo conto che la diversa esposizione ha sciolto (fuso!) gran parte della neve. Anche ipotizzando un passaggio fra le roccette, non vediamo alternative interessanti. Per raggiungere la cima dovevamo affrontare diversi “gava-buta* su pendenze sostenute. Ci guardiamo tra di noi e decidiamo che la forcella ci aveva già soddisfatto. Non andiamo oltre.

È il momento delle foto e dei complementi reciproci. Sul colle il vento si fa sentire e senza perdere troppo tempo ci prepariamo per la discesa.

Diamo una rapida occhiata per valutare da dove scendere cercando il punto meno ripido e Stefano inizia la discesa, seguito da Osvaldo e poi Sissi come non avesse fatto altro nella vita.

Eccoci quindi lanciati dapprima in attente curve controllate e ben presto in divertenti serpentine, fino alla valletta prima dell'ampio vallone del quale avevamo ancora in mente la preoccupazione della salita.

Com'è? Chiedo io. Senza rispondere Stefano e Osvaldo già danzavano nel bel centro che non aveva “mollato* per niente, ma teneva.

Rassicurata, anche Sissi segue il balletto e dopo curve regolari e controllate ci fermiamo a riguardare le nostre tracce. Fantastico!

Ora rimaneva il resto della gita, ma tra farinella e altri tratti più crostosi ma battuti giungiamo a cuor leggero e soddisfatti alla pista da fondo e poi, soddisfatti, alle macchine. Ora, con i piedi fuori dagli scarponi, già facevamo gli spacconi: ma dai, non era poi così ripido…

Francesco Marras

Partiti il 2 marzo alle 7.00 a Bussoleno e raccolti i partecipanti lungo le varie fermate lungo la Valle, siamo arrivati, dopo le varie soste di routine, pranzo e quant'altro , in Val Floriana in tempo per vedere  il tipico carnevale con le maschere in legno scolpito che scendono dai monti attraverso i vari borghi. Siamo poi giunti al nostro accogliente albergo a Corano, dove sistemati i bagagli in camera con molto appetito abbiamo assaltato le molte gustose portate della cena. Alcune  informazioni per il programma del giorno dopo, due chiacchiere fra amici e via a riposare. Il giorno seguente mete: piste e ciaspole a Pampeago, sci di fondo a passo Lavaze'. Al ritorno dopo cena causa condizioni di meteo avverse, essendo previsto forte vento si decide di non andare  a Passo San Pellegrino ma Tornare a Pampeago per lasciare gli sciatori mentre noi ciaspolatori con gli sci fondisti  procediamo alla volta del passo di Lavaze ' dal quale partiva l 'escursione per passo  Oclini e il Corno Bianco. Il 5 marzo  dovendo ripartire nel primo pomeriggio, alcuni sciatori scelgono di fare un ultima sciata alle piste  del Cermis, mentre il resto del gruppo ha preferito la visita e lo shopping a Cavalese.  Alle 14.00 ripartiamo dopo la foto di gruppo felici dei giorni passati insieme. Un grazie ai bravissimi organizzatori Monica e allo staff dell'hotel che hanno reso anche questa esperienza indimenticabile.

Senza firma

 

Quando la sfiga ci mette il becco 

Sveglia e colazione alle 7.00,  finalmente oggi è  il  gran giorno! Le tanto agognate vacanze! Io e la mia compagna di stanza Laura siamo entusiaste e cariche. Sarà  una bella giornata! Un  posto stupendo, una compagnia meravigliosa e anche il tempo ci sorride: sole e cielo azzurro.  Che cosa si può  desiderare di più? Prepariamo con cura zaino e ciaspole, consumiamo una colazione da regine  e via si parte da Corano verso Pampeago,  dove noi ciaspolatori e il gruppo degli sciatori da discesa scenderemo dal pullman,  mentre il resto continuerà  fino alle piste da fondo del passo di Lavaze'.

Salutiamo gli sciatori e anche noi saliamo sulla seggiovia Latemar direzione  Monte Agnello.  Bella la vista che si gode da quassù! Dai Laura oggi sarà  il primo di giorni speciali, l'escursione  è  un bel traverso innevato che toccherà  varie malghe caratteristiche e si farà  pure una salita a un  originale  rifugio a vetrate sporgenti. Giungiamo in prossimità  della discesa, tiriamo su la barra di sicurezza e mi lancio per prima, dietro Laura. Due passi e mi giro per parlarle ma i miei occhi non la vedono, eppure è più  alta di me!

Sento un gemito, guardo giù, lunga distesa per terra  c è  la mia amica, scivolata su un cumulo di neve ghiacciata ai lati della seggiovia. Accidenti! Ma non ci credo! Non può  essere! Sarà  sicuramente un danno minimo! Concitati le prestiamo soccorso. Dai ma da uno a dieci quanto male hai? Undici! Pochi attimi ma bastano a rendersi conto che la situazione è  seria. Non può continuare, non riesce neanche a stare in piedi, figuriamoci ciaspolare! Arrivano i soccorritori chiamati dal personale della seggiovia. Laura imbragata nel toboga ed io avvinghiata ad un aitante carabiniere su motoslitta scendiamo per le piste alla volta del punto di primo soccorso e poi in ambulanza alla volta dell'ospedale di Cavalese. Il sogno si è  infranto, due passi ed è  finita! Un grazie a tutto il personale ed ai soccorritori  bravi, solerti e gentilissimi. Laura se la caverà  con due mesi di busto ma niente di rotto!  Occorre trovare sempre un  lato positivo: un giro in toboga e in motoslitta inaspettato! 

Mina Montemurro

Passo Lavaze centro di fondo

Giornate sulle piste del fondo al Passo Lavaze. Domenica 3 marzo con una giornata di sole e temperature primaverili andiamo al Centro del fondo di Passo Lavaze con piste ben tracciate per tutti i livelli di difficoltà con panorami bellissimi io Paolo e Gianluigi siamo nei vari anelli delle piste passando una bella giornata soddisfatti. LUNEDÌ 4 marzo torniamo al Passo Lavaze con un gruppo di 8 persone tra cui due bimbi simpatici e grintosi. AL mattino facciamo con Sara e Antonella un po' di campetto scuola con i primi rudimenti sulla tecnica a spazzaneve e di equilibrio. Dopo con Sara Alessandra e i suoi bimbi Dante ed Ettore facciamo alcuni giri sugli anelli delle piste. A pranzo andiamo in una malga a mangiare insieme al nostro autista Luciano. UN buon pranzo servito dal proprietario una persona simpatica con un carattere gioviale. TORNIAMO sulle piste ma non restiamo a lungo per via del meteo peggiorato con nuvole scure e vento. Salutiamo con piacere Passo Lavaze per tornare in Hotel a Carano soddisfatti di queste giornate sugli sci da fondo. CIAO da Osvaldo SEGONTINO e il gruppo dei fondisti.

Segontino Osvaldo

 

Soggiorno in Val di Fiemme

Nonostante una stagione avara di neve anche nel Trentino, l’innevamento ai primi di marzo era impeccabile, mantenuto in perfetta efficienza. Anche le piste più esposte reggevano bene all’usura degli appassionati.

Il comprensorio di Pampeago, 100 km di piste per tutti i gusti, è stato utilizzato per ben due giorni in quanto più protetto dal vento rispetto agli impianti di Passo San Pellegrino. Questa ampia scelta ciha permesso di divertirci anche il secondo giorno.

Il comprensorio del Cermis, seppure sia più piccolo e con meno chilometri di piste risulta molto ben innevato (nonostante la “scivolosa” Via Del Bosco, che non passa proprio per un bosco, bella, ampia ed impiegata per gare di discesa libera). Anche qui le piste sono senza pietre affioranti, complice anche una preparazione delle stesse prima dell’innevamento naturale e artificiale: in più parti si notano lavori di livellamento per migliorarle.Forse i puristi non saranno entusiasti ma la gioia della discesa val pure qualche sacrificio, mai troppo invasivo.

Questa vacanza ci ha regalato giornate piene di divertimento in ottima compagnia quindi... Arrivederci alla prossima!!

Fabiano

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