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Dal 01 Gennaio 2019 il Rifugio Onelio Amprimo di nostra proprietà e sapientemente gestito per ben 22 anni
dal nostro socio e amico Roberto Plano è nuovamente a disposizione di chi volesse intraprendre la sua
gestione. Entro il 25 gennaio 2019 chi fosse interessato può chiamare Osvaldo Vair al n.° 3497599779 per
informazioni in generale e inviare un curriculum con le proprie proposte all'indirizzo mail
caibussoleno@libero.it
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Venerdì 22 marzo - Assemblea Generale dei Soci e votazioni per il  rinnovo del Consiglio 

(i soci che intendono candidarsi per il rinnovo del Consiglio sono invitati a contattare il Presidente)

   20 gennaio - SICURI SULLA NEVE -  ritrovo 8.30 in Piazza del mercato a Bussoleno 

      RINNOVO GESTIONE RIFUGIO "ONELIO AMPRIMO"     

Moscato21 ottobre 2018

Sulle colline di Pavese

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Ultima gita del calendario 2018, sempre le Langhe protagoniste come l'anno scorso.

Siamo passati dal Barolo al Moscato. Il territorio è quello di Santo Stefano Belbo, paese natale di Cesare Pavese, a cui tornava spesso, presente in molte sue opere letterarie.

E' stata una piacevole passeggiata, anticipatrice della merenda sinoira prevista nel confinante paese di Calosso. I partecipanti sono 77 su due pullman. Partiti dall'ampio parcheggio situato presso il cimitero di Santo Stefano Belbo abbiamo imboccato una stradina asfaltata che, con lunga e lenta salita, in mezzo ai vigneti di moscato, percorre le pendici della collina della Gaminella, uno dei luoghi più amati dallo scrittore. Salendo la vista si allarga sulle colline circostanti e la valle del Belbo fino a Canelli, Il cielo è sereno, leggermente velato, con un po' di foschia, che ci impedisce di vedere l'arco alpino. Dopo oltre un'ora di marcia tranquilla, fermandoci ogni tanto per staccare e assaggiare dei grappoli d'uva dolcissimi non raccolti sui filari, arriviamo sul crinale. Compattiamo il gruppo in una piazzola, abbandoniamo la stradina asfaltata e affrontiamo un breve ripido tratto su largo sentiero sulla linea del crinale, tra vigne e noccioleti. Giunti a una cima senza nome scendiamo alla frazione di Ca' del Monte, dove ritroviamo la stradina asfaltata che scende a Santo Stefano per un altro vallone. Dopo qualche curva si arriva alla chiesetta di Santa Libera, posta su un poggio al centro di uno splendido anfiteatro di vigneti. Ci fermiamo nello spiazzo per il pranzo al sacco. Accanto alla chiesetta c'è una cascina in cui abita una parente di Laura e Mario Regis che gentilmente ci apre l'ingresso della chiesa e dei locali attigui, in cui c'è una toilette gradita particolarmente alle signore. Dopo un'oretta di pausa si riprende la discesa per Santo Stefano senza problemi, passando accanto alla diroccata Torre, utilizzata un tempo per scopi difensivi. Unico contrattempo uno scivolone di Ornella risolto con la medicazione di alcune sbucciature ad una mano e a un ginocchio. Arrivati a Santo Stefano, una parte del gruppo si è spinta fino alla casa natale di Cesare Pavese, situata a poche centinaia di metri dal parcheggio. Verso le 16 coi pullman si parte alla volta di Calosso per la merenda sinoira. La strada è trafficata perché nel paese ha luogo la festa dell'uva, con navette che svolgono servizio continuo su e giù. Avendo anticipatamente segnalato il nostro arrivo non abbiamo problemi di parcheggio davanti al ristorante. Si conclude la giornata convivialmente in allegria, gustando gli ottimi piatti e il buon Barbera del locale.

Alessandro Martoglio

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