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Eventi

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Data : 30/11/2018

Slovenia18-25 agosto

Slovenia

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Relazioni delle giornate trascorse nel Parco Nazionale del Triglav – Slovenia

La meta della gita “lunga” della settimana di Agosto 2018 ci ha portati nella ridente Slovenia dopo aver toccato negli ultimi anni l'Austria prima e l'Alto Adige nel 2017.L'idea che era stata lanciata da Sissi durante quest'ultima uscita, proprio grazie a lei, a Francesco e Monica e Valerio si è concretizzata nella settimana dal 18 Agosto al 25. Siamo partiti in 87, quindi con circa una decina di partecipanti in più che a Solda, segno che il passaparola positivo ha fatto centro. La meta è stata il lago di Bohinj a poca distanza dal più conosciuto lago di Bled. Dopo un viaggio non proprio rilassante, complice la non proprio ottimale affidabilità del secondo pullman che avevamo purtroppo già avuto modo di provare l'anno scorso e che Bellando Tours inopinatamente e proditoriamente ci ha nuovamente affibbiato siamo giunti a destinazione in riva a questo meraviglioso lago dove si affacciava il nostro Hotel Jezero ove ci hanno accolto per questa settimana di escursioni nel migliore dei modi anche dal punto di vista gastronomico. E' stata una settimana fantastica ove complice il meteo favorevole, in cui siamo riusciti a raggiungere la vetta del Triglav a 2864 slm che è la cima più alta della Slovenia e a toccare altre cime che si affacciano sul lago di Bohinj. La compagnia composta da persone di tutte le età, dal più piccolo Mattia a Maria (con Ferruccio che ci assisteva da Lassù ) aveva all'ora di cena un sorriso diffuso, nonostante le fatiche della giornata di escursione e questo sorriso è il riconoscimento più grande che chi organizza possa aver come stimolo per poter in futuro mettere in cantiere altre esperienze analoghe. Meta 2019 da scoprire e condividere speriamo in molti. Un grazie ancora ai fantastici “quattro”.

Il Presidente Osvaldo Vair

 

Domenica 19 Agosto 2018

Escursione al Monte Prsivec (1761)

Il primo giorno della nostra settimana di vacanza in Slovenia ha inizio con un cielo sereno e una leggera nebbiolina che si solleva dal lago e crea una atmosfera dolcemente romantica.

Dopo una abbondante colazione alle 7,45 ci compattiamo davanti al nostro hotel Jezero e con zaini in spalla e tanta voglia di scoprire i monti sloveni partiamo alla volta del monte Prsivec (1761 m). Attraversiamo il ponte di pietra sull'emissario del lago Bohinj lasciandoci a destra la graziosa chiesa gotica di Sveti Janez (San Giovanni), percorriamo un breve tratto di lungolago e poi, attraverso lo sterrato di fondovalle, raggiungiamo la carrozzabile che ci conduce all'inizio del ripido sentiero nel bosco. Interrompiamo la salita spostandoci su un belvedere pianeggiante attrezzato per il decollo dei parapendii dove la meravigliosa visuale sul lago ci induce a scattare foto e a una breve sosta ristoratrice. La temperatura è alta e l'umidità è elevata, ma questo non ci ostacola.

Partiamo in direzione del rifugio Kosijev dom nan Vogarju (1040 m) e dopo un buon caffè turco riprendiamo il sentiero nel bosco di aghifoglie. Il nostro cammino è spesso rallentato da tronchi di pino caduti sul sentiero che ci costringono a scavalcarli o a passarvi sotto. Raggiunta una dolina occupata da graziosi rustici in legno “a palafitta” siamo costretti ad una tappa obbligata in quanto il sentiero è interrotto da un “cimitero” di tronchi abbattuti da una tromba d'aria avvenuta nei mesi precedenti. I responsabili dell'escursione, consultando mappe cartacee e digitali, individuano un sentiero alternativo che ci possa permettere di raggiungere la cima e quindi ci dividiamo circa a metà: chi sale e chi ritorna a valle.

Noi che saliamo percorriamo un sentiero nel bosco analogo al precedente fino a un risalto roccioso che ci costringe ad usare le mani per procedere; il sentiero poi riprende nel bosco e ci conduce alla cima piatta ed erbosa del Prsivec. Da qui la vista si espande a 360 gradi sulle chiare cime calcaree delle Alpi Giulie e si arresta in particolare sulla dominante sommità del Triglav che, a tratti, viene nascosta da nuvole passeggere. Sotto di noi a perpendicolo uno splendido scorcio sul lago di Bohinj. Scattiamo alcune foto e ci incamminiamo sulla via del ritorno dove veniamo sorpresi da un tipico acquazzone estivo. Un'ultima tappa al rifugio Kosijev e al vicino belvedere dove ci divertiamo a fotografarci sulla panchina con lo schienale a cuore che affaccia sul lago.

I numeri della giornata sono: 1100 m di dislivello, 18 km di cammino e un'infinita soddisfazione di aver vissuto e condiviso una bella giornata con un gruppo numeroso, ma armonioso di persone che hanno in comune l'amore e il rispetto per la montagna.

Paola Bortolin

 

Lunedì 20 Agosto 2018

Escursione al Vodnikov Dom (1817 M) o Monte Triglav (2864 M)

Lunedi mattina, con tutto il gruppo, si parte dal centro sportivo di Rudno Polje (1347m s.l.m.) e ci si addentra nel bosco. Si segue il sentiero che si snoda lungo i pendii di sinistra del torrente Ribnica e che ci porta progressivamente in quota fino al colle Studosrski preval (1892m), dove un primo gruppo si ferma, appagato.

Dal colle seguiamo un lungo sentiero tagliato nei pendii erbosi e nella roccia, da cui il panorama arriva a tratti fino al lago di Bohinj, in lontananza. Passata una sella, all’improvviso ci si affaccia sul massiccio e sulla vallata imponente del Triglav, e poco dopo si arriva al rifugio Vodnikov dom (1817m), meta della maggior parte del gruppo.

Salutato il grosso della compagnia, che rientrerà nel pomeriggio, proseguiamo per il rifugio Dom Planika (2405m): un rifugio spartano, senza acqua ma accogliente.

Il tempo accompagna e le nuvole di passaggio rendono solo più belle le fotografie. Dal piazzale del rifugio, studiamo la cresta di accesso, dove fino al tramonto si nota un viavai incessante di escursionisti che ci lascia perplessi: domattina si parte appena possibile e si cercherà di evitare il “traffico”

La mattina di martedì il sole si affaccia presto ma la vetta è sempre ingombra di nuvole che purtroppo non ci abbandoneranno per tutta la mattina.

Si parte imbragati, e dopo una breve salita si entra nelle nuvole e si arriva alla cresta attrezzata. La visibilità è buona, la corda è un mancorrente a cui ancorarsi nei tratti più impegnativi. Incontriamo i primi gruppi che già scendono dalla vetta, alpinisti equipaggiati ed escursionisti un po’ incoscienti, in scarpe da tennis. Molte famiglie e bambini anche piccoli, spesso legati in vita “al guinzaglio” dai genitori.

Superato il Mali (piccolo) Triglav, una delle tre punte del “tricorno”, si attacca la cresta finale e alle 8.30 siamo in cima. Foto di rito davanti al cilindro di metallo eretto come ricovero o forse come osservatorio, a quota 2864m. Un gruppo di abruzzesi estraggono dallo zaino una bottiglia di Dolcetto d’Alba e un salame da mezzo metro, non è difficile fraternizzare. Si scherza e si aspetta un po’ di sole, ma lo sfondo grigio si apre solo per brevi istanti. E’ ora di scendere.

La cresta in discesa è molto trafficata, arriva un flusso continuo di persone e tocca fare a turno. Ogni tanto la cortina di nebbia si apre, lasciando intravedere vallate scoscese dai due lati. Arrivati al termine della cresta imbocchiamo la via verso nord, che scende al rifugio Triglavski dom (2515m). La ferrata è disegnata benissimo, sembra molto verticale ma è in pratica un sentiero roccioso che scende snodandosi senza difficoltà dal fianco del Mali Triglav.

Il nuovo rifugio è molto più attrezzato di quello dove abbiamo dormito, ma non sono altrettanto accoglienti. Ci fermiamo solo per un caffè poi proseguiamo per sentieri molto ben tenuti e attrezzati quando serve. Il cammino ci riporta al Vodnikov dom attraverso al passo Konjski, e poi a un bivio a cui il gruppo si separa. In otto proseguono a piedi fino all’hotel, e alla fine totalizzeranno 2300m di dislivello in discesa dalla vetta, complimenti! Gli altri rientrano a Rudno Polie dove ritrovano gli autobus e il resto della compagnia.

Luca Guglielmetto

 

Martedì 21 Agosto 2018

Escursione al Debela Pe (2014 m)

Oggi si ritorna in pullman fino al centro sportivo SPORT HOTEL POKLJURA a circa 20 km da Bohinj. Si inizia la camminata in bel bosco di larici; il sentiero è ben tracciato, non molto ripido e adatto a tutti anche se occorre fare attenzione alle pietre e alle radici insidiose. Nella parte finale, prima del rifugio si fa un po’ più ripido. Il gruppo procede con ritmi diversi ma piuttosto compatto. Il lago previsto è una grossa delusione perchè è poco più che una pozzanghera ma ben presto arriviamo in vista del rifugio.

BLEJKA KOCA NA LIPANCA si trova a 1663 metri, è grazioso, situato in una radura con una bella vista sulla vallata sottostante.

A questo punto abbiamo percorso circa 6km con circa 350 metri di dislivello.

La maggior parte del gruppo si ferma qui ed una ventina di persone opta per l’ascesa al DEBELA PEC.

Anche la seconda parte del tragitto è ben segnalata e semplice. Un primo tratto di salita nel bosco è di media pendenza a cui segue una parte un po’ più ripida fino al colletto con cespugli bassi e pochissimi alberi. Pensiamo di avere di fronte la nostra meta ma ci accorgiamo che si tratta della cima BRDA.

Dobbiamo girare a destra per un sentiero in leggera discesa ed infine l’ultimo strappo prima della cima a quota 2015 metri, circa 380 mt di dislivello dal precedente rifugio.

Dalla sommità la vista è notevole: davanti a noi il TRIGLAV, si distinguono bene entrambi i rifugi; sulla destra uno strapiombo vertiginoso aggiunge fascino al luogo.

Una sosta sufficiente per il pranzo e le foto e poi riprendiamo il sentiero in discesa fino al BLEJKA KOCA.

Da questo punto in poi la discesa segue un percorso diverso.

In parte seguiamo la strada carrozzabile di servizio che si snoda in una foresta di aghifoglie colossali, il percorso è meno ripido e più agevole di quello dell’andata per cui possiamo alzare gli occhi dagli scarponi e ammirare la vegetazione. Anche qui a tratti ci sono alberi divelti e lavori forestali ma per lo più il bosco è suggestivo; ci aspettiamo di trovare ad ogni angolo un orso bruno come indicatoci da un cartello.

All’improvviso la foresta si apre su un’ampia radura “da cartolina”: pascoli, steccati, casette di legno, malga/rifugio... rischiamo di perdere la traccia perché il sentiero non è ben segnalato, ma con alcune indicazioni del pastore ci avviamo verso l’ultima parte del percorso. Non ci ferma neppure una pioggerella insidiosa e intempestiva. Poco a nord di Goreljek ci attendono il pullman e i “reduci” del Triglav.

Gabriella Belmondo

 

Mercoledì 22 Agosto 2018

Turismo a BLED

Dopo tre giorni di escursionismo in salita, dedichiamo un giorno ad un'escursione orizzontale (pian di babi ) che non lo è completamente, poiché c'è la ripida ascesa a gradoni fino al castello.

I pullman ci lasciano in un’insenatura posta a sud del lago di Bled, quasi di fronte alla rupe su cui sorge il castello. Un gruppetto sceglie di fare il giro del lago in senso orario e si dirige ad ovest, la massa si muove in direzione opposta ed attraversa la parte più antropizzata, per raggiungere in minor tempo il castello. Dai suoi cortili lo sguardo spazia sul lago sottostante, sulle colline, sui monti circostanti e sull'isoletta di Bled: è uno spettacolo entusiasmante che fa passare in second'ordine i vari ambienti interni al castello, adibiti a piccole mostre, a rivendite di "souvenir" (ciapa pouver)  o a luoghi di ristorazione.

Terminate le visite ci disperdiamo: chi pranza nel parco vicino al castello, chi scende in riva al lago, chi cerca un ristorante, chi completa il giro del lago in senso antiorario Il punto di ritrovo è lo stesso del mattino. Di qui ci imbarchiamo su tre barche "pletne" ecologiche, perché spinte ciascuna da due remi manovrati da un aitante ed esperto giovinotto. Sull'isoletta spicca la chiesa dedicata a Maria Assunta, dal cui campanile si diffondono rintocchi di campana: sono dei turisti che azionano la fune; durante lo squillo, se esprimono un desiderio questo si avvererà. Penso che pochi di noi l'abbiano fatto; si doveva pagare l'entrata nella chiesa. Tornati a riva, nell'attesa del pullman, chi ha fatto il bagno, chi ha continuato la passeggiata ai margini del parco dell'ex maresciallo Tito, chi si è steso sull'erba a riposare.

E ‘così trascorsa un'altra piacevole e rilassante giornata del nostro nutrito e vario programma.

Un sentito grazie agli organizzatori.

Elio Guglielmetto

 

Mercoledì 22 agosto 2018

ARRAMPICATA A BLED

Dopo un’abbondante colazione, siamo partiti dall’hotel di Bohinj. In quattro siamo scesi dal pullman che ci ha scaricato a circa 6 km da Bled, nel paesino di Bohinjska Bela. Dopo una breve passeggiata siamo arrivati alla falesia dove abbiamo arrampicato su monotiri nel settore di Iglica; in generale ci è sembrato che i gradi fossero più duri rispetto a come siamo abituati in Val di Susa.Mangiato pranzo, abbiamo preso un pullmino che ci ha portati davanti al lago Bled, ci siamo fermati sulle sue sponde e ci siamo riuniti con una parte del gruppo che aveva fatto il giro in battello, per poi concludere con il bagno nel lago, che qualcuno di noi ha fatto. Verso le 18 siamo andati al pullman dove abbiamo incontrato tutto il resto del gruppo.Una gita molto diversa dal solito, ma soprattutto, molto divertente.

Matteo Riffero

 

PEDALANDO a BLED

15 biciclette a zonzo nei dintorni di Bled. Un modo diverso per godere della vista dei piccoli paesi e degli scorci naturalistici che la circondano, per vivere una Slovenia meno turistica, quella che ti fa venire la voglia di tornare.

Circa 37 chilometri percorsi, alternanza di asfalto e sterrato, tratti di ciclabile.

Tra i luoghi toccati nel tour una menzione la meritano la Gola del Vintgar, a circa 4 km a nord-ovest di Bled, lunga 1,6 chilometri, scavata dal fiume Radovna, che forma cascate e rapide, visitabile tramite comode passerelle in legno.

Facilmente raggiungibile con un po' di allenamento o con l' affitto di una e bike  e la città di Radovljica, a circa 7 chilometri da Bled, situata su un colle, con il suo meraviglioso centro storico medioevale e la candida chiesa gotica di San Pietro.

Un guasto ad una bici ha fatto comprendere anche ai più giovani che in un gruppo il problema del singolo diventa la soluzione per tutti...un like pieno alla giornata! 

Antonella Arianos

 

Giovedì 23 Agosto 2018

Dato l’oggettivo impegno previsto per l’escursione al KOCA PRI TRIGLAVSKI JEZERI un gruppo di 33 escursionisti è partito per la gita, altri hanno scelto di visitare le GOLE DI VINTGAR vicino a Bled.

Escursione al Koca pri Triglavskih Jezerih (Rifugio ai laghi del Triglav) (1685)

Partiamo per l’escursione con il pullman e percorriamo il lato sinistro del lago di Bohinj.

Il parcheggio del pullman si trova vicino al rifugio Savica, dal quale parte il nostro sentiero.

Diamo un'occhiata all'impressionante bastionata della Komarca che si trova di fronte a noi.

Dopo aver superato il ponte sul torrente Savica, il sentierino diventa ripido e si inerpica sulla muraglia rocciosa alta circa 650 metri. Il sentiero è costantemente ripido e facciamo attenzione a non muovere i sassi sul percorso.

Dalla salita ben tracciata si godono splendidi panorami sulla vallata di Bohinj e sull'arco di montagne circostanti.

Quando il sentiero diventa pianeggiante ed immerso in un meraviglioso bosco, ci troviamo di fronte il Lago Nero “Crno Jezero”. D’obbligo la tappa per le fotografie. Il lago si trova in una splendida conca di roccia bianca contornata di faggi e abeti rossi.

Riprendiamo il sentiero sempre diretti al Koca pri Triglavskih Jezerih . Questa volta la salita è leggera in una folta foresta dove la nebbia e la foschia mantengono la vegetazione sempre umida… e scivolosa. Arriviamo ai piedi della parete calcarea Bela Skala (roccia bianca). Da qui dopo alcuni tratti più ripidi ci troviamo di fronte l'incantevole Dvojno Jezero (Lago Doppio) dove qualcuno ne approfitta per un rapidissimo tuffo … poi tutti insieme ci troviamo al rifugio Koca pri Triglavskih Jezerih, meta della nostra escursione.

Il rifugio si trova in una posizione meravigliosa, in mezzo ad una radura ai bordi del bosco, accanto al lago doppio ed ai piedi del Monte Ticarica, la cui vista è davvero incantevole.

Ci fermiamo per una breve pausa pranzo, complice la gentilezza del gestore, le birre non mancano, qualcuno inoltre approfitta dell’ottima cucina. Le previsioni meteo però consigliano di non tardare per il rientro.

Ed infatti, proprio sul sentiero in discesa della Komarca ci sorprende il temporale…

Tutti organizzati anche in caso di mal tempo, raggiungiamo il rifugio Savica dove ci raggiunge il pullman che ci riporta all’Hotel.

Grande gita, montagne severe, scorci mozzafiato. Tutti molto soddisfatti!

Sissi Ainardi

 

Tutto per caso:

Ho voluto titolare così questa relazione, perché è così che é andata. Se non mangiavo vicini sulle sponde del lago di Bled non avrei avuto mai avuto questa possibilità di conoscervi e l’invito di fare con voi questo bel trekking al rifugio Dvojno Jezero. In questa grande famiglia che é il Cai non potevo conoscere persone migliori e preparate, il presidente Osvaldo Vair mi ha messo subito a mio agio presentandomi al gruppo nel pullman, e una volta arrivati ad Ukanc da dove è iniziato il trekking ho avuto la possibilità di approfondire la loro conoscenza, devo riconoscere che sono stato molto bene ed oltre all’escursione che é stata molto bella, ho conosciuto delle bellissime persone e, mi porterò via da questa esperienza nuove amicizie e un bellissimo ricordo che porterò sempre nel cuore. Vi ringrazio ancora tutti per l’accoglienza e vado via con la speranza di poter fare ancora insieme qualche bella uscita con le nostre rispettive sezioni. Vi aspetto ad Orvieto. Un ringraziamento speciale al presidente Osvaldo Vair e ai direttori di escursione Sissi e Francesco. 

Alessandro Barone Cai Orvieto

 

GOLA DI VINTGAR

Dopo aver accompagnato gli escursionisti il pullman accompagna il nostro gruppo alla Gola di Vintgar.

La gola del Vintgar è lunga 1,6 km, e si snoda lungo un percorso scavato dal torrente Radovna, che forma altresì bellissime cascate, e rapide. Sopra la gola, un sentiero educativo conduce attraverso ponti e gallerie di Zumer, per concludersi con un'imponente cascata, alta 13 metri.

Il percorso totale è di circa 2 ore ed è caratterizzato da passerelle in legno che si snodano tra scogliere rocciose, suggestive pareti verticali ed acque cristalline.

Molto caratteristica è la salita alla Chiesa di Santa Caterina che permette ad alcuni di concludere ad anella la visita completa.

Carla Ainardi, Diego Tescaro

 

Venerdì 24 Agosto 2018

Lubiana

Questa mattina le previsioni metereologiche non prevedono nulla di buono, anzi a dire la verità è prevista pioggia già a partire dalla mattinata, così non rimane altro da fare che cercare una meta alternativa. La scelta ricade sulla capitale della Slovenia, la bella e antica città di Lubijana. Alcuni fra i più temerari decidono comunque di rimanere a Bohjini sfidando il tempo , mentre un gruppo di 64 persone decide di partire alla volta della città , che dista un’ottantina di Km.

L’autobus ci lascia nel piazzale della stazione ,vicinissimi al centro della città.

La giornata è soleggiata e calda. Il gruppone appena sceso dall’autobus inizia a sparpagliarsi per le vie cittadine. Oltrepassato il ponte del drago, chiamato così per la presenza ai suoi lati di 4 giganteschi dragoni in rame battuto, i gruppettini si disperdono seguendo i propri interessi. C’ è chi decide di salire sulla collina sino al castello per ammirare il panorama,….. chi sceglie la visita alla cattedrale barocca di San Nicola,….. chi decide di passeggiare lungo le rive ombreggiate del fiume Liubjanica cercando i tre ponti caratteristici della cittadina,...chi decide di visitare il mercato dell’artigianato all’aperto,….. chi si perde nei vari negozietti di souvenir. Ogni tanto i vari gruppetti si rincontrano scambiandosi informazioni ed impressioni.

Intanto nel corso della giornata il cielo è diventato plumbeo e minaccioso di pioggia, infatti alle 16 facciamo appena in tempo a risalire sull’autobus per il ritorno che iniziano a cadere le prime gocce di pioggia.

Oggi non abbiamo scarpinato in salita ma alla fine di km ne abbiamo percorsi comunque tanti.

Enrica Croletto

r il ritorno si segue il medesimo percorso dell’andata.

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