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Ceilac224 giugno 2018

Ceillac

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Nel 2018, a differenza del 2017, dobbiamo fare i conti con le bizze meteorologiche che non si decidono, al momento, a far decollare l'estate e il bel tempo. Le previsioni prevedevano tempo discreto al mattino con possibilità di rovesci al pomeriggio, il che si è avverato.

Ceillac1Comunque non lamentiamoci, l'itinerario proposto è stato apprezzato, l'ambiente in cui si è svolto è stato piacevole per tutti, malgrado la fastidiosa pioggerellina ghiacciata che ci ha accompagnato nel tratto di discesa dopo il Col Fromage fino al villaggio di Villard, ed è stata portato a termine senza problemi.

La partenza dall'incantevole pianoro di Ceillac, ricco di prati fioriti, meraviglia di colori per i nostri occhi, è avvenuta verso le 9.50, dopo esserci fermati per la colazione presso l'ormai abituale bar (quando veniamo da queste parti) sotto il forte di Mont Dauphin (pratico per il parcheggio e piacevole, per noi maschietti, per l'avvenenza delle bariste) e aver attraversato le vertiginose gole del Guil.

ceillacIl primo tratto del percorso si svolge attraverso una pista in mezzo ai prati ed è in comune colla decina di ferratisti diretti alla falesia della Clapière fino all'isolata chiesa di Santa Cecilia, a fianco della quale vi è il cimitero di Ceillac. Salutati i ferratisti ci si dirige in salita verso il Col de Bramousse, costeggiando prati e le ultime case della frazione Clapière. Entriamo in un valloncello che lasciamo per inoltrarci a destra su un sentiero in un bel bosco di conifere. Attraverso innumerevoli ripidi tornanti sbuchiamo a 2000 metri sul bel pianoro dell'Aiguillette, da cui possiamo ammirare, di fronte a noi, sul versante opposto della valle, l'innevato massiccio della Font Sancte. Sosta e compattamento gruppo. Da qui in circa 45 minuti raggiungiamo, con agevole salita, tra pascoli, rododendri e tane di marmotte, il Col de Bramousse. Breve sosta e poi affrontiamo il sentiero non segnalato che si dirige verso la Crète des Chambrettes. Un primo tratto ripido ci porta a un colletto, una traversata a mezza costa ci conduce sul versante nord della Crète, poi si rientra su quello sud e sempre a mezza costa, con agevole salita, si arriva sulla cresta in corrispondenza dell'antico osservatorio militare, punto più alto del percorso, a 2570 m.

Il tempo volge al nuvoloso. Il panorama a 360° è splendido, anche se le alte vette degli Ecrins sono avvolte nelle nubi. L'appetito, dopo circa tre ore di cammino, non manca, per cui fuori dallo zaino le provviste. Purtroppo non ci possiamo sollazzare perché si cominciano a sentire le prime gocce di pioggia che presto si trasformano in una pioggerella ghiacciata. Zaini chiusi in fretta, mantelline o ombrellini attivati e via, anche gli ultimi arrivati, che non hanno avuto il tempo di alimentarsi, ad affrontare la discesa verso il Col Fromage, che per fortuna si svolge su un bellissimo sentiero militare a pendenza costante e per nulla sassoso. Smette di piovere e si arriva al Col Fromage, dove si attende tutta la truppa. Il tempo migliora, si finisce di rifocillarsi, ci permettiamo un po' di relax e posare per l'immancabile fotografia di gruppo.

CeillacSi inizia la discesa, una nuvola scura scarica nuovamente la pioggia, che questa volta è più intensa e ci accompagna fino al sottostante villaggio pastorale di Villard. Smette di piovere, Ceillac ormai è vicina. La raggiungiamo, avendo il tempo di visitare il centro storico del paese, con la caratteristica chiesa di San Sebastiano, e, prima di partire, di fermarci presso qualche bar per gustare una birra o un caffè.

Alessandro Martoglio

 

 

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