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Tibert23 luglio 2017

Anello del

Monte Tibert

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La Valle Grana è una valle del cuneese relativamente breve, che si trova tra la Valle Stura di Demonte a sud e la Valle Maira a nord.

E' uno dei centri principali della cultura e delle tradizioni occitane in Italia, ma è soprattutto nota per la produzione del Castelmagno, uno dei più rinomati formaggi D.O.P. di fama mondiale.

La gita del nostro CAI sulla vetta più alta della valle ha avuto l'adesione di 59 persone, su due pullman, che hanno beneficiato di una giornata stupenda, caratterizzata da una brezza in quota che ha tenuto lontano le nuvole e ha mitigato la temperatura, rendendo meno faticosa l'escursione.

Il punto di arrivo dei pullman era il Santuario di San Magno a 1761 m., meta di frequenti pellegrinaggi dalle zone del cuneese, raggiunto su una strada che, dopo Pradleves, si incunea stretta in una gola per inerpicarsi quindi in modo deciso una volta entrati nel territorio del Comune di Castelmagno, composto da diverse frazioni.

Nell'ultimo tratto la valle si apre, in alto a destra appare il santuario, mentre sulla sfondo appare la mole dolomitica della Rocca Parvo.

Tibert1Calzati gli scarponi si parte verso le 9.30, sotto un cielo privo di nuvole. Si percorre, dopo un tratto su una stradina in parte asfaltata, il sentiero GTA diretto al Monte Crosetta, attraverso pascoli in fiore. Dopo un tratto quasi pianeggiante una serie di tornanti ci portano sulla cresta est del Monte Tibert, a poca distanza dal Monte Crosetta, dove spira un forte e fresco venticello.

Una decina di partecipanti avevano già espresso l'intenzione di fermarsi qui e di scendere successivamente al santuario. Gli altri affrontano la cresta est, che si presenta subito ripida.

Man mano che ci si innalza il panorama si amplia: a sud si ammirano le cime delle Alpi Marittime e Liguri, con l'Argentera (meta di una nostra prossima escursione a inizio settembre) in evidenza, a est la pianura cuneese nella foschia, a nord la sagoma inconfondibile del Monviso, oltre il quale nubi impediscono di spingere lo sguardo sulle cime più a nord. Dopo un tratto quasi pianeggiante della cresta si affronta, seguendo le paline in legno piantate nel terreno, in mezzo a una splendida fioritura, un ripido pendio erboso che ci conduce alla parte finale dell'ascensione. Questa richiede un po' di attenzione in due punti per la ripidezza del terreno e una leggera esposizione, ma tutti superano brillantemente il tratto e arrivano in vetta a quota m. 2647 (2.30 h. - 2.45 dal santuario).

Il panorama a 360 gradi valorizzato dalla splendida giornata invoglia a stare in cima per la sosta pranzo, anche se si è costretti a indossare indumenti più caldi.

Dopo circa un'oretta si affronta la discesa sull'elementare cresta ovest che in breve ci porta al Colle Intersile, dove c'è un laghetto dalle acque torbide. Si scende quindi ripidamente in fondo a un vallone fino a un ripiano pascolivo che precede di poco l'Alpe Sibolet, a cui arriva una pista di servizio dal Santuario di San Magno. La percorriamo in discesa per giungere al punto di partenza dopo circa due ore dalla vetta.

L'ora di arrivo permette, a chi lo desidera, di visitare il santuario e una breve sosta nei bar.

Dopodichè si parte fermandoci però a Pradleves, dove, presso il punto vendita della Cooperativa La Poiana, parecchi di noi acquistano dei formaggi e prodotti tipici della valle.

Alessandro Martoglio