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Bourcet 218 giugno 2017

Vallone del Bourcet

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Questo giugno 2017 sembra sia partito alla grande riguardo le previsioni meteo e cosi domenica 18 nessuno da forfait per la gita in programma nel vallone di Bourcet in Val Chisone: escursione più Ferrata a cui partecipiamo in 59 sul pullman con aggregate cinque persone in auto.

Bourcet 1Come accennavo le previsioni erano ottime, ma giunti all'imbocco del vallone di Bourcet intorno alle 09,15 il cielo, forse a causa del calore degli ultimi giorni presenta un colore piuttosto plumbeo, ma apparentemente privo di sorprese in fatto di acquazzoni. Percorso il primo tratto della strada carrozzabile in comune con gli escursionisti in dieci ci stacchiamo per affrontare la Ferrata intitolata a Nicola Ciardelli, tenente caduto nell'attentato a Nassyria in Iraq. Il percorso si fa subito impegnativo causa la mancanza di maniglie e quelle presenti molto distanti, facendo sbuffare i meno alti.

Dopo una parete parecchio verticale si affronta un traverso che porta ad un bel ponte tibetano costruito a regola d'arte come dovrebbero esserlo tutti quelli che passano sotto questo appellativo. Dopo un breve tratto verticale, un altro traverso e poi su dritti sino all'uscita. Tutti contenti dell'esperienza ci rifocilliamo con qualche spuntino. Un encomio particolare come sempre a Ferruccio che dai suoi tanti anta da filo da torcere a molti di noi. Bravo anche a Stefano che dopo tante assenze su Ferrate se l'è cavata alla grande: ripartiamo sul sentiero indicatoci da Ivo Negro alla radio per raggiungere dapprima Chesalet e infine Chasteiran che sovrasta il Vallone di Bourcet.

Bourcet 3Suggestivo il percorso su questa mulattiera che nei secoli ha visto schiere di persone percorrerla in cerca di cibo per umani e animali, gradinando con terrazzamenti arditi questo territorio cosi aspro. Gli escursionisti che avrebbero dovuto aspettarci per la merenda sinoira che avevamo in programma a casa di Ivo praticamente sono già al caffè... Grande l'appetito alla fine del sentiero e complice un invito da parte di Ivo di voler mangiare intorno all'una e tutti seduti a sbafare!!Beati gli ultimi se i primi sono stati onesti... Lo sono stati senz'altro! Anzi!

Qualcuno afferma che noi dieci abbiamo avuto più di quanto sia stato loro offerto prima. Comunque è tutto buonissimo. Ivo utilizza parte di questi guadagni per risistemare questa borgata molto bella (la Chiesa vale davvero una visita) e anche per strappare al bosco quegli appezzamenti un tempo vocati alla coltivazione della patata che qui con quella della varietà viola aveva un'eccellenza di tutto rispetto. Preso anche noi il caffè e pussa caffè scendiamo a valle portando con noi un'altra bella esperienza di convivialità e amicizia nell'attesa di ritrovarci domenica prossima a Pontechianale in bici e domenica 02 Luglio al Monte La Plane al Monginevro.

Osvaldo Vair