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Balme 228 maggio 2017

Pas de la Balme

Tetes de Chaudieres

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Il Vercors è un territorio calcareo dalle molteplici sfaccettature, che offre tante possibilità.

Balme 1D'inverno i suoi altopiani sono il paradiso dello sci di fondo e delle escursioni con le racchette.

Ci sono inoltre molte piste da sci. Nelle altre stagioni le escursioni a piedi o in mountain bike offrono panorami entusiasmanti in un bellissimo ambiente.

La gita della nostra sezione si è svolta in una giornata baciata dal bel tempo, che ci ha permesso di ammirare panorami a 360 gradi e altopiani grandiosi, selvaggi, rivestiti di foreste verso sud e prati verdissimi con i principali centri turistici verso nord.

I posti sul pullman erano esauriti (54 persone), con una dozzina di persone in lista d'attesa che non hanno potuto partecipare. La partenza da Bussoleno è avvenuta sotto un cielo prevalentemente nuvoloso, ma, appena sbucati in Francia dal traforo del Frejus, ci accoglie un cielo completamente sereno e un sole già caldo.

Dopo una veloce colazione in un autogrill nei pressi di St: Jean de Maurienne continuiamo in autostrada fino a Grenoble, dove usciamo per percorrere una tangenziale che ci porta in una zona commerciale, dopo la quale la strada, bella e spaziosa, comincia a salire con diversi tornanti, penetrando nel massiccio del Vercors. Si attaversano delle gole per pervenire infine su uno splendido verdissimo altopiano circondato dalle vette, che il pullman percorre per circa 15 Km. attraversando alcuni centri fino al parcheggio del comprensorio sciistico di Clot de la

Balme, dove ci attendono, provenienti da Nizza, Miriam e Jacques.

Balme 3Sono circa le 10.30. Attraversiamo l'ampio piazzale per avviarci verso l'inizio degli impianti di risalita, alla cui destra parte una ripida carrareccia per fortuna in mezzo al bosco, la cui ombra attenua il caldo estivo. Si sale sempre ripidamente. La carrareccia si trasforma in in un sentiero che, considerata la natura calcarea della zona, è molto sassoso. Sempre con forte pendenza si esce dal bosco per arrivare su una cresta da cui si scorge il Pas de la Balme e la Tete de Chaudières che dominano la sottostante Combe de Fer, una zona carsica con grotte molto esplorata dagli speleologi. Non ci sono corsi d'acqua in superficie. Un lungo traverso sempre in ripida salita ci porta alla stazione d'arrivo della seggiovia di Combeauvieux. Qui si gira a destra, la pendenza si attenua e in breve si arriva a un colletto con accanto una baita di pastori.

Siamo accolti da un venticello gradevole. Il Pas de la Balme appare più evidente sullo sfondo. Ci arriviamo a gruppi su un sentiero vallonato, in un paesaggio desertico e pietroso, ravvivato da rari pini. La vista dal Pas de la Balme sulla lunga e dolomitica cresta orientale del massiccio è bellissima, con in evidenza la punta più alta, il Gran Veymont e la sagoma del Mont Aiguille.

Una parte dei partecipanti decide di fermarsi. In una trentina affrontiamo, in ordine sparso, i quasi 200 metri di dislivello che ci separano dalla cima della Tete de Chaudières, seguendo un sentierino che si innalza poco distante dalla cresta. La vista salendo si allarga. Alle nostre spalle compaiono le cime della Moucherolle, la seconda vetta più alta del massiccio. In circa mezzora dal passo si è in vetta. Panorama a 360 gradi, con i massicci alpini degli Ecrins e della Belledonne a ovest, quello del Devoluy a sud, un altopiano coperto da boschi ai nostri piedi a est, oltre il quale la vista arriva fino alla Valle del Rodano, i primi contrafforti della Chartreuse a nord.

Un veloce pasto, il tempo per scattare qualche foto e bisogna scendere, in quanto l'autista deve partire col pullman, in base a una discutibile legge, almeno entro le 16 per poter arrivare al deposito entro 15 ore dalla partenza. Tutti sono puntuali, si ha anche il tempo, per alcuni, di bere una panaché e quindi di affrontare, alle 16 in punto, il ritorno, che avviene senza intoppi.

Alessandro Martoglio