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Malcesine 129 -1° maggio 2017

Lago di Garda

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I ponti primaverili sono sempre una scommessa per quanto riguarda il tempo.Malcesine 3

La tre giorni sul Lago di Garda è andata bene, anche se il rientro è stato bagnato dalla pioggia.

Ma il programma è stato rispettato.

Siamo arrivati a scaglioni in un bellissimo sabato mattina al Camping Appartamenti Bellavista, posizionato poco prima di Malcesine. Effettivamente il nome è approppriato in quanto si trova in una bella posizione, con ampia vista sul lago.

Proprio davanti a noi si vede l'isolotto di Trimelone e il lato bresciano del lago. Alle nostre spalle le pendici boscose del Monte Baldo.

Dopo aver sistemato i bagagli negli appartamenti abbiamo consumato un pasto per lo più frugale per trovarci verso le 14.30 sul piazzale antistante gli appartamenti e partire a piedi per l'escursione prevista nel pomeriggio attraverso i borghi del Comune di Brenzone. Raggiunta e attraversata la frazione Sommavilla, abbiamo imboccato una mulattiera a sinistra, segnalata con segnavia bianco-rosso, pensando, in base anche a quanto indicato nella descrizione dell'itinerario in nostre mani, che fosse quella giusta. La mulattiera si inerpica ripidamente in mezzo a tanti ulivi disposti sui terrazzamenti. Consultando la cartina ci accorgiamo che ci siamo innalzati troppo e che il percorso esatto vira decisamente a sud. Una palina segnaletica ci conferma di aver sbagliato sentiero. Cosa fare? Siamo saliti di circa 200 metri di dislivello. Tornare indietro o trovare il modo di congiungersi all'itinerario previsto senza perdere troppo quota? Sulla cartina sono indicate delle tracce di sentiero che permetterebbero di optare per la seconda scelta. Giorgio fa l'esploratore, va in avanscoperta e trova il sentiero giusto.

Poco prima di riprendere il percorso corretto un punto molto panoramico e suggestivo ci obbliga ad una dovuta sosta per scattare fotografie. Abbiamo perso circa un'ora per lo sbaglio di itinerario. Il giro completo previsto fino a Castelletto dovrà essere ridotto. Si arriverà fino al borgo di Campo, il più alto di tutti. Imbocchiamo una bella mulattiera selciata in salita. Dopo circa 200 m. di dislivello si arriva al punto più alto del percorso, alla chiesetta di S.Antonio delle Pontare (m. 431), dove ci si concede una pausa nella adiacente area attrezzata, con una fontana di acqua freschissima, e si compatta il gruppo. Si riprende il cammino in discesa su una ripida mulattiera in direzione di Campo. Il borgo, di poche case, è suggestivo: in alcuni locali vi sono dei presepi e nel giardinetto di un edificio è rappresentata una crocifissione con diverse statue a grandezza naturale.

Malcesine 2Si scende quindi nel centro storico di Marniga; attraversata la Gardesana ci portiamo sulla spiaggia e camminando sul sentiero litoraneo, in direzione nord, passiamo da Magugnano, Porto e Assenza, fino al camping, dove arriviamo affamati verso le 19.30.

Domenica 30 aprile il ritrovo è fissato per le 8.30. Dei 51 partecipanti 14 preferiscono fare i turisti nei diversi centri del lago, mentre gli altri 37 si avviano in auto fino al vicino paese di Malcesine, per prendere la funivia che, in due tronconi, di cui il secondo con delle cabine girevoli, ci porta velocemente a quota m. 1720.

La nostra meta è il Monte Altissimo di Nago (m. 2079) che si scorge a nord e che fa parte della catena del Monte Baldo. Il percorso si rivelerà perfettamento segnalato, seguendo per tutta la durata dell'itinerario le paline sentiero Cai n. 651.

Si parte dalla stazione di arrivo della funivia proseguendo dritti per un bel tratto sull'ampio crinale costantemente accompagnati da dei panorami meravigliosi su tutto il Lago di Garda, le vette più alte (sopra i 2200 m.) del Monte Baldo e dalla parte opposta verso Brentonico. Si ha l'opportunità di ammirare il decollo di alcuni parapendii e si arriva al punto in cui la cresta si abbassa decisamente. Si scende sempre sul 651 ripidamente con tratti scivolosi che provocano qualche ruzzolone senza conseguenze ad alcuni di noi per arrivare su una strada asfaltata e quindi nuovamente su sentiero più agevole sempre in discesa che in breve ci porta al Rifugio di Bocca Navene a quota 1425 m. Qui una parte dei partecipanti decide di fermarsi o di proseguire ancora su strada per circa 2 Km. fino al Rifugio Graziani.

Malcesine 4Quelli diretti in vetta poco dopo il rifugio lasciano la strada asfaltata per prendere a sinistra il sentiero Cai che passa prima nel bosco e poi taglia a tornanti il panoramico pratone tenendosi poco sotto la cresta. Terminato il tratto sul prato alcuni tornanti su terreno più roccioso ci portano sulla strada militare che conduce dal Rifugio Graziani al Rifugio Altissimo. La si segue in leggera salita per arrivare in poco tempo al Rifugio situato appena sotto la vetta, molto ampia e attraversata da una serie di trincee, scavate in occasione della prima guerra mondiale. Fa freddo, il sole è scomparso dietro le nuvole, che limitano il panorama, impedendo di vedere le Dolomiti e i ghiacciai dell'Ortles. C'è una folla enorme, che rammenta le domeniche estive di Pian Cervetto, con coda per entrare nel Rifugio, da cui escono a fatica escursionisti con piatti di pasta e polenta. La quasi totalità proviene dal Rifugio Graziani, raggiungibile in auto, da cui si perviene in vetta in 1 h. 30. Noi abbiamo impiegato quasi 3 ore.

Ci rifocilliamo velocemente per scendere a gruppi, chi per il sentiero dell'andata, chi allungando in direzione del Rifugio Graziani, tagliando gli ampi tornanti tramite scorciatoie. Ci attendono 300 m. di dislivello in salita per giungere alla stazione della funivia. Li affrontiamo su strada sterrata vietata al traffico, con pendenza decisamente inferiore a quella del sentiero affrontato in discesa all'andata. Le nuvole si sono diradate permettendo di vedere sullo sfondo a nord i ghiacciai dell'Ortles, col pensiero che va alla prossima vacanza di agosto in Val Venosta.

Soddisfatti intraprendiamo la discesa in funivia.

Il programma previsto è stato realizzato. Il 1° maggio si presenta nuvoloso, con aria di pioggia. Si torna a casa, magari fermandosi per qualche ora in uno dei paesi sul lago.

Alessandro Martoglio