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sg19 marzo 2017

Monte San Giorgio

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Il Monte San Giorgio ha una quota modesta (m. 842); però, per la sua posizione (in questo caso rappresenta l'avanguardia della catena alpina verso Torino e la sua pianura) offre, nelle belle giornate, una vista stupenda, con un panorama che spazia dalle Alpi Liguri fino al Monte Rosa (ieri fino al Gran Paradiso in quanto il settore più a nord era coperto dalle nubi), su Torino, la sua collina e i paesi della cintura, sulla pianura padana e le Langhe sullo sfondo.sg1

La gita, allietata da una bella giornata fin troppo calda per il periodo, ha avuto un buon numero di partecipanti (circa 50 persone), alla quasi totalità dei quali questa zona, pur essendo a noi vicina, era sconosciuta e dai commenti sentiti era evidente la soddisfazione e lo stupore per il panorama.

Il punto di ritrovo era alle 9.30 presso il piazzale di fronte alla Cremeria Elisée di Avigliana, da cui la lunga fila di auto è partita per il Borgo San Vito di Piossasco per parcheggiare nella suggestiva piazzetta della Chiesa o nei paraggi.

Verso le 10.30 si è partiti. La temperatura da primavera avanzata ci ha fatto rimettere subito nello zaino le camicie e le maglie ed esporre le nostre bianche braccia ai raggi del sole. Per fortuna il forte vento del precedente sabato era cessato del tutto.

Dopo alcune brevi fermate per compattare il gruppo, dopo circa un'ora e un quarto, percorrendo il versante meridionale della montagna, con il Monviso in bella evidenza, siamo giunti al Colle di Prè, da cui siamo saliti al Monte Rubata Boe che ci ha offerto un primo assaggio del panorama a 360°, coperto solo a est dalla sagoma del Monte San Giorgio. Una breve discesa in mezzo ad alti pini neri ci ha portato alla radura del Colle della Serva, a cui arriva, dal lato settentrionale del monte, diretta al Monte San Giorgio, una sterrata chiusa al traffico motorizzato (esclusi i mezzi dei praticanti di parapendio che devono chiedere l'autorizzazione). Di qui manca una ventina di minuti per giungere in vetta. Una parte dei partecipanti decide di affrontare gli ultimi tornanti dello sterrato, altri salgono per il ripido sentiero, più faticoso, ma che permette di abbreviare il percorso.

sg5Si arriva sull'affollato pratone antecedente la cima, dove alcune persone si stanno preparando per decollare col parapendio.

Sono circa le 13.00. Dopo aver ammirato il panorama a 360°, aiutati nell'identificazione delle cime dalla tavola di orientamento a forma di arco, ci sparpagliamo sull'ampia spianata della vetta, chi vicino alla chiesetta, chi all'enorme croce eretta dagli alpini, per il meritato pranzo al sacco.

sg2La calda giornata ci invita all'ozio, considerando anche il breve tempo di rientro a casa, per cui ci fermiamo per oltre un'ora e mezza. Assistiamo al decollo di alcuni parapendii e, dopo la rituale foto di gruppo, affrontiamo la discesa, con una variante di percorso rispetto a quanto previsto inizialmente. Si decide di scendere per il versante settentrionale su un sentiero più lungo ma meno ripido e sassoso rispetto a quello meridionale del monte. E' anche più ombreggiato rispetto all'altro versante, il che ci conforta, considerate le alte temperature della giornata. Si scende in una bellissima foresta di alti pini neri, purtroppo vittime, anche se in misura inferiore rispetto a quelli del versante sud, del flagello della processionaria.

Il bel sentiero ci porta, dopo essere discesi di quasi 400 m. di dislivello, sullo sterrato chiuso al traffico che da San Vito giunge alla vetta del San Giorgio. Lo percorriamo in discesa. Giunti ad un colletto una buona parte dei partecipanti decide di affrontare la breve salita su sentiero che conduce alla Chiesa di San Valeriano, situata su un poggio dominante Piossasco, per poi tornare sullo sterrato che in breve scende alla sbarra dell'inizio della strada, situata nei pressi di Villa Cadorina. Un breve tratto di strada asfaltata ci permette di raggiungere, verso le 16.30, la piazzetta della Chiesa di San Vito e le nostre auto.

Alessandro Martoglio