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mao19 febbraio 2017

Monte Mao

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Alle ore 7:00 in punto si parte, si effettuano le solite tappe lungo la Valle e si decide di far procedere i due pullman a velocità diverse per non giungere insieme all'autogrill di Ceva ed intasare l'ingresso ai servizi igienici. Malgrado ciò arriviamo a Tosse con circa mezz'ora di ritardo all'appuntamento con i cinque Astigiani e con la coppia di Francesi. Procediamo sulla strada romana, asfaltata, fino ad un bivio, un ramo del quale, fino a pochi giorni prima, era sbarrata da un cancello; lo troviamo divelto dai cardini. Possiamo avanzare senza difficoltà su di una pista che diventa via via più ripida dopo il colle Berba. La camminata si svolge senza intoppi con saliscendi, alcuni dei quali ripidi.mao2
Tappe al Bric Colombino ed al colle Trevo per compattare il gruppo che si è alquanto allungato. Raggiunta la cima dl monte Mao ci fermiamo per il pranzo. Il cielo che fino a quel momento era velato si rannuvola e la brezza fresca non permette di indugiare a contemplare il bel panorama. Appena pranzato, scendiamo per il sentiero che all'inizio è ripido, poi deviamo nel vallone che sale al colle S. Elena fino ad incontrare un'altra strada romana che con un ampio giro ci porta fino a Spotorno. Sopra di noi volteggiano numerosi parapendii che si avvicinano ad un tiro di voce. Sono le 14:30: due ore di libera uscita, con l'obbligo di trovarci alle 16:30 presso il monumento al cristallo di sale.
mao1Prima dell'ora fissata siamo tutti al punto d'incontro: la brezza, che è diventata tesa, scoraggia quasi tutti di recarsi a spiaggia e quindi si girovaga per le vie della cittadina alla ricerca di un bar aperto. Una non chiara comunicazione circa l'ubicazione dei pullman ci fa ripercorrere il lungomare e quindi ritornare sui nostri passi. Partenza ed arrivo senza intoppi alle ore 19:30 circa.
Una considerazione da fare: durante queste gite, con più di cento partecipanti, le forze fisiche dei singoli sono assai differenti; i più prestanti non riescono a frenare il proprio slancio e, malgrado gli inviti del capo gita, galoppano e quindi il gruppo si allunga notevolmente. Fin qui tutto regolare; succede quasi sempre. Quando però non si conosce l'itinerario è buona norma fermarsi ai bivi e non seguire il proprio estro imboccando con sicurezza una direzione qualsiasi, spesso errata e trascinando con sé altri sprovveduti.  
Elio Guglielmetto
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