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Toviere128 agosto 2016

Ferrata della Toviere

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Raggiungiamo il parcheggio all'ultimo dei tornanti del colle dell'Iserand e qui scendono tutti gli escursionisti. Nel contempo arrivano in automobile Valter con famiglia e Osvaldo Plano con Cristina e ?. Ci raggruppiamo in sei per scendere con il pullman all'attacco della ferrata della Toviere.

Toviere2Siamo in sei: Osvaldo Plano, Francesco ,Valter, Giorgio, Piercarlo e il sottoscritto. Scendiamo per circa due chilometri e raggiunto il parcheggio dell'ultimo condominio di Isere ci fermiamo per prepararci a salire. Il pannello con le indicazioni per affrontare il percorso da un tempo stimato di circa tre ore e mezza. La via attacca proprio dietro il caseggiato e sale subito velocemente. La roccia è calcarea e con buone prese al di fuori dei gradini che sono ben posizionati e in numero corretto. Alcuni passaggi sono atletici e richiedono abbastanza familiarità con questa attività. Essendo in numero esiguo si procede spediti. Arriviamo al ponte tibetano e qui Piercarlo decide di uscire dal gruppo perchè accusa forti dolori ai muscoli delle braccia e al di là del ponte sembra che non si scherzi con gli sforzi.

La realtà è esattamente come previsto e chi ha disegnato la via sulla roccia è stato fantasioso per mettere un pochino in più di adrenalina su questa parete assolutamente perpendicolare per circa un centinaio di metri. Arrivati in cima ci accorgiamo dai cavi nuovi dell'ultimo tratto che è stata fatta una variante: il vecchio percorso è franato per un tratto ed è stato chiuso. Per alcune centinaia di metri percorriamo il sentiero per raggiungere in salita il punto in cui si arrivava precedentemente ma ad un certo punto desistiamo e raggiungiamo Piercarlo più in basso.

Abbiamo impiegato poco più di due ore ore per il percorso e raggiunto di nuovo il parcheggio dobbiamo constatare che avevamo detto a Daniele l'autista del pullman di recuperarci intorno alle 14 ed ora sono solo le 12.15. Pranziamo dentro il gabbiotto dell'attesa dei mezzi di linea e attendiamo. Due ore sono parecchio lunghe e ci passano davanti tante moto e alcuni bei macchinoni di svizzeri senza problemi di quattrini. Quando arriva finalmente Daniele e raggiungiamo il parcheggio per attendere gli escursionisti ci mangiamo le mani: uno striscione che al mattino non avevamo notato ci dice che oggi era l'ultimo giorno in cui gli impianti erano gratuiti e noi nelle due ore di ozio non abbiamo approfittato dell'occasione per farci una salita in funivia. Pazienza.

Raggruppati tutti ripartiamo per tornare a casa non senza una sosta a Bonnevalle per acquistare un pezzo di Beaufort. A domenica 04 Settembre sul sentiero Carnino!

Osvaldo Vair