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Cocor128 agosto 2016

Colle Galisia             Gran Cocor

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Il mese di agosto ci ha regalato delle giornate belle e calde. Non ha fatto eccezione domenica 28 agosto che ci ha permesso di apprezzare il paesaggio e i panorami del settore della Vanoise che confina con l'Italia tramite la Valle di Ceresole Reale.

Il viaggio in pullman si è svolto senza intoppi, anche se la salita e la discesa dell'Iseran, essendo la strada senza protezioni, in certi punti faceva un po' impressione. Scesi a Pont St. Charles, pochi Km. prima di Val d'Isère, e salutati i sei ferratisti diretti al Roc Touvière, verso le 9 iniziamo a salire, Siamo in 39, compresi i piccoli Matteo e Giorgia (4 anni!), che affronteranno i percorso sempre camminando con le proprie gambine, senza mai lamentarsi e con allegria (d'altronde, considerando i nonni e i genitori, buon sangue non mente!).

CocorIl gruppo si mantiene molto compatto; si sale nel primo tratto per effetuare in seguito un lungo traverso per superare le Gorges de Malpasset. Alcuni tratti sono un po' esposti, ci sono anche delle catene, ma il sentiero è largo e in buone condizioni. Dopo poco più di un'ora, in anticipo sulla tabella di marcia, dopo aver superato la roccia con la targa che ricorda i 41 soldati e partigiani morti nella bufera nel pianoro nel novembre 1944, siamo già al Refuge Prariond, situato in un bel verde pianoro circondato da un magnifico circolo glaciale, abitato da diverse famiglie di marmotte.

Qui cinque partecipanti, come già annunciato prima della partenza, si fermano. Dopo una breve pausa si riparte su un ripido sentiero che si inerpica sui fianchi erbosi, con vista che diventa sempre più ampia sulle vette e i ghiacciai. A quota 2600 m. circa si arriva ad un altopiano, dove ci si ferma per compattare il gruppo e rifocillarsi con una barretta o dei biscotti. Ripreso il cammino poco dopo si giunge ad un bivio. A destra si va verso il Col de la Lose, noi prendiamo quello che gira a sinistra diretto al Colle Galisia. 45 minuti indica il cartello segnaletico al bivio. Il sentiero si impenna nuovamente in mezzo a detriti e lingue di neve, con alti ometti come punto di riferimento. Si arriva al colle Galisia, ma non ci si ferma. La vetta del Gran Cocor è vicina. L'ultimo tratto è “un muro”, ma viene affrontato con determinazione da tutti i partecipanti. Eccoci finalmente sull'aerea vetta in poco più di tre ore.

Cocor2Il panorama è vasto. Il versante italiano strapiomba sotto di noi, col lago del Serru' in evidenza. A sinistra si vede tutto il gruppo del Gran Paradiso, a destra le Levanne. La cresta su cui siamo si abbassa fino a lambire il ghiacciaio su cui domina la Grande Aiguille Rousse. Volgendoci verso il vallone percorso vediamo in basso l'abitato di Val d'Isère e sullo sfondo le vette della Grande Motte e della Grande Casse. La temperatura è gradevole e la fame è tanta. Considerata la bella giornata si decide di pranzare in vetta. Si fraternizza, si offrono biscotti, marmellate fatte in casa e caffè.

Dopo un'oretta iniziamo a ritroso la discesa, fermandoci al Rifugio Prariond, dove alcuni si concedono un peccato di gola, consumando un'ottima “tarte aux myrtilles”. Quindi ultima tirata verso il parcheggio, dove ci aspettano il pullman e i sei ferratisti.

Vista l'ora l'autista ci autorizza a fare una sosta a Bonneval, per la felicità delle “fromageries” locali, prese d'assalto dalla nostra truppa.

Alla prossima, sperando nel bel tempo.

Alessandro Martoglio