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Tour124/25 luglio 2016

Cabane du Trient

Aiguille du Tour

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Domenica 24 luglio, all’appuntamento per la gita in Svizzera, ci ritroviamo puntuali in quattordici. Con noi c’è anche Ilaria, al suo battesimo alpinistico. Scambiati i saluti di rito, ci dirigiamo in auto verso il colle del Gran S. Bernardo che abbiamo deciso di utilizzare per sconfinare in Svizzera al posto del costoso tunnel.

Il tempo è discreto, e il meteo Svizzero prevede solo un po’ di pioggia nel tardo pomeriggio, quando noi dovremmo già essere al riparo della Cabane du Trient. Raggiunto il grazioso paesino di Champex Lac, ci facciamo strada trai i numerosi turisti a caccia di qualche souvenir o prodotti tipici da degustare, per raggiungere il parcheggio della seggiovia della Breya. Già, oggi è domenica, e Champex è un rinomato luogo di villeggiatura in questo angolo suggestivo del Canton Vallese.

Tour2Come da programma, saliamo fino a quota 2200 m con la seggiovia, da dove inizia il percorso a piedi per i rifugi, dapprima la Cabane d’Orny e poi la Cabane du Trient meta del primo giorno della nostra gita. Il sentiero risale inizialmente la comba d’Orny senza grande dislivello. A circa un’ora di cammino decidiamo di fermarci in una bella conca per un breve spuntino, è ormai l’una del pomeriggio. Da qui il sentiero per la Cabane d’Orny, si impenna decisamente ed in circa 1h ¼ ci porta al rifugio, dove decidiamo di riposarci per qualche minuto e rifocillarci con una “Rivella” fresca. Per i non addetti ai lavori, devo spiegare che la Rivella è la bibita tipica svizzera a base di siero di latte, dal gusto gradevole e simile a quello della vecchia spuma. Solo gli svizzeri potevano inventarsi una bibita con gli scarti della lavorazione del latte!!!

Riprendiamo il cammino verso la nostra destinazione e dopo circa 1 h ¼, su percorso faticoso tra balze rocciose e lingue di neve arriviamo alla famigerata Cabane du Trient, posta su questo sperone roccioso in posizione dominante sul bacino glaciale del Trient. Alle 17.00 in punto inizia a piovere, ma ormai noi siamo già tutti sistemati nell’accogliente rifugio.

Tour3E’ incredibile come gli svizzeri siamo così precisi anche nelle previsione meteo che ben sappiamo in montagna presentano sempre un certo margine di errore! Al rifugio trascorriamo un paio di orette in pieno relax aspettando cena, che come si conviene in tutti i rifugi di alta quota, è servita molto presto: 18.30. La cena è buona e abbondante, a parte il pane che è assente, ma anche qui è la tradizione dei rifugi svizzeri è rispettata, il pane è servito abbondate solo a colazione. Alle 22.00 tutti a nanna, la colazione per chi sale alla Aiguille du Tour è fissata per le ore 5.00!

Lunedì 25 luglio, sveglia ore 4.55, una lavatina veloce e poi abbondante colazione. Tour4Ci prepariamo con calma e verso le ore 6.00 ci avviamo alla spicciolata sul ghiacciaio del Trient dove ci leghiamo in cordata secondo quanto concordato la sera precedente. In totale abbiamo suddiviso il gruppo di alpinisti in tre cordate da tre e due cordate da due. Elisabetta ci aspetterà al rifugio al termine della nostra salita alla Aiguille du Tour. Il tempo è splendido e il ghiacciaio si illumina fin da subito dei caldi colori del sole mattutino. Le condizioni del ghiacciaio sono ottimali, la pioggia della sera precedente ha ulteriormente compattato la neve che porta molto bene. Seguendo la traccia molto evidente, traversiamo il plateau ghiacciato del Trient in direzione WSW puntando alla breccia tra le cime S e N.

Tour5Arrivati alla base di una piccola spalla della cresta N a metà distanza dalla cima S e la breccia, risaliamo un ripido pendio nevoso che ci porta fino alla crepaccia terminale che riusciamo a passare agevolmente. Ancora pochi metri su ghiacciaio e poi arriviamo alla base della parete rocciosa, dove decidiamo di sfilarci i ramponi e proseguire con gli scarponi fino in punta alla vetta. Alcune cordate decidono di salire lungo la cresta rocciosa che presenta passaggi di arrampicata di I II grado, uno di questi un po’ acrobatico verrà da noi battezzato “il passaggio del giaguaro”, altre cordate decidono di salire in vetta risalendo un canalino nevoso abbastanza verticale, altre ancora per la traccia che tutti quanti percorreremo in discesa. In circa mezzora tutte quante le cordate raggiungono la cima dell’Aiguille du Tour, da dove si gode di un panorama grandioso sul Massiccio del Monte Bianco e sulle montagne del Vallese.

Foto di rito, spuntino e poi via verso il rifugio dove recuperiamo il materiale superfluo lasciato al mattino. Dal col d’Orny, decidiamo di scendere lungo il ghiacciaio d’Orny, fin sotto l’omonimo rifugio, risparmiando così tempo prezioso. La discesa verso la seggiovia prosegue quindi lungo il sentiero di salita. Dopo circa un paio d’ore siamo finalmente alle macchine, stanchi e accaldati, ma soddisfatti di aver messo nello zaino anche questa cima. Visto l’orario favorevole e l’arsura delle nostre gole, decidiamo di festeggiare la buona riuscita della gita davanti un boccale di birra ed un fresco gelato, prima di affrontare il viaggio di ritorno verso la nostre abitazioni. Ringrazio personalmente tutti i compagni di questa magnifica avventura per il contributo dato alla buona riuscita della gita.

Carlo Borello