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Nevache017 luglio 2016

Chemin de Ronde

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Nevache1Come da programma, siamo partiti puntuali alle sette, dopo aver ridotto il numero delle auto, riempiendole, ma ,chi aveva già il carico completo, si è avviato prima, per risolvere il problema delle navette che risalgono l'alta valle della Clarèe. Alcuni sono transitati dal Monginevro, la maggior parte è passata dal colle della Scala, raggiunto per vie diverse (autostrada o statale), ma tutti siamo riusciti, con tre navette diverse, a giungere agli chalet de Laval, anche grazie ad un'autista che ha chiuso un occhio e Carlo (il responsabile della gita),seduto su di uno zaino, è arrivato alla meta.

Tutti soddisfatti di aver lasciato le auto al posteggio di Nevaches e di non dovere risalire la vallata per recuperarle.

Nevache2Alle nove ci mettiamo in movimento: la lunga fila (una quarantina di soci) risale la ripida “ Cote du Jas” su di un sentiero che si snoda senza strappi con una pendenza moderata e uniforme. Entriamo nell'ampio circo glaciale, ricco di acque, seguendo il “cammino di ronda” passiamo sotto il lago della Cula e con modesti saliscendi e lunghi traversoni raggiungiamo il lago Laramont e quindi quello du Serpent. Fine della salita; è mezzogiorno e si pranza.

Circa all'una e mezza si riprende il cammino in discesa, si raggiunge il rifugio Ricou. Un gruppo si ferma a dissetarsi, gli altri proseguono fino agli chalets di Fontcouverte, al rifugio la Fruitière. In tutto il giorno non si è vista una nuvoletta, il sole picchia ma spira una fresca brezza.

Il gruppo si ricompatta, ci si approvvigiona e ci si saluta. Frazionati in gruppetti, scendiamo su di un gradevole sentiero all'ombra dei larici sulla riva destra della Clarèe.

Nevache3L'intero percorso è stato di circa quindici chilometri senza grandi dislivelli, ma con molta traslazione.

Da rimarcare: nella prima parte del percorso abbiamo avuto una vista stupenda sulle cime dolomitiche dal col des Rochilles al col Cristol tra le quali spicca il massiccio dei Cerces; nella seconda abbiamo goduto dell'ombra dei larici, della vista dei fiori,del mormorio o dello scroscio del fiume che ora con anse,ora con cascate ora con forre ci ha accompagnati fino a Nevache.

Stranamente un luogo così vicino e così bello era scarsamente conosciuto a molti partecipanti.

Più persone hanno espresso il desiderio che vengano organizzate altre escursioni simili nella valle di Nevaches.

Elio Guglielmetto