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Francigena213 marzo 2016

Via Francigena - Pont Saint Martin - Borgofranco d'Ivrea

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Quando venerdi ho deciso di confermare l'escursione lungo la Via Francigena che da Pont St.Martin ci avrebbe condotto a Borgofranco d'Ivrea sospettavo, viste le previsioni meteo, di prendere sicuramente qualche goccia di pioggia.La certezza della previsione si avvera già alla partenza da Bussoleno dove la pioggerellina che accoglie il primo gruppo di escursionisti in piazza del mercato non li entusiasma di certo.Causa qualche acciacco di stagione e per qualcuno la pioggia, perdiamo subito una dozzina di partecipanti Lungo il tragitto autostradale la pioggia scema poco a poco e all'arrivo a Pont St.Martin troviamo un cielo grigio, ma il terreno fortunatamente asciutto.Nonostante le defezioni, siamo quasi un centinaio e il serpentone variopinto che si snoda lungo il tragitto offre un bel colpo d'occhio.Francigena1Dopo tre quarti d'ora arriviamo a Carema con i suoi vigneti a terrazzamenti, contornati dalle caratteristiche colonne, sormontate da un capitello in pietra, che fungono come una sorta di accumolo di calore da rilasciare nella notte;dopo aver convinto tutti ad abbandonare per un tratto la Via, che qui si snoda in mezzo alle case, e quindi su asfalto, per affrontare un breve tratto su mulattiera, ci inerpichiamo e raggiungiamo i ruderi del castello di Castruzzone, ove si gode di un bel panorama, frutto del lavoro millenario di antichi ghiacciai(ne sono testimonianza anche numerosi massi erratici,uno di notevoli dimensioni proprio a fianco dei ruderi).La discesa la facciamo si in mezzo ai vigneti, ma Francigena3anche a numerose piante di mimosa(quasi endemiche) ed ulivi, che testimoniano i cambiamenti climatici sempre più evidenti, ma anche la presenza in questo luogo di un microclima particolare.Ci soffermiamo a consumare un piccolo pranzo per conservare le energie e dopo una mezz'oretta ripartiamo.Giunti a Settimo Vittone ci accoglie lo spettacolo inaspettato della prima battaglia delle mucche "regine", che in questa zona rappresenta quello che per gli spagnoli è la corrida dei tori, ma qui la crudeltà di quello spettacolo fortunatamente non sussiste.Una pausa caffè presso una piccola locanda che a fatica ci accoglie, ma la barista fa buon viso a fronte di cosi tante consumazioni in un breve lasso di tempo in questa domenica un pochino grigia.Un ultimo strappo ci conduce a Montestrutto con il castello neogotico e la chiesa di San Giacomo a incorniciarne il paesaggio.Un antipatico, ma purtroppo inaggirabile, tratto asfaltato, ci porta a Borgofranco con i suoi caratteristici balmetti,cantine scavate nella roccia morenica.Qui attendono i pullman:il tempo di cambiare le calzature e si parte alla volta del ristorante "La conca verde" doveFrancigena4 in un'atmosfera veramente conviviale consumiamo un'ottima merenda-sinoira accompagnata da un buon vino locale.Prima del ritorno a casa, Mauro il ristoratore riesce a contattare la Pro Loco che cosi per concludere in bellezza la giornata, ci accompagna all'interno di un "balmetto", dove constatiamo di persona l'efficienza del sistema di ventilazione naturale, che dal profondo della montagna conduce all'interno di queste cantine, aria a 6-7 gradi costanti tutto l'anno.Per ringraziare dell'ospitalità acquistiamo un bel numero di ottimo vino di Carema.
Un Augurio a Tutti di Buona Pasqua e arriverderci all'escursione del Monte Cristetto a piedi e in MTB sui sentieri della Provonda.

Osvaldo Vair